RSS

Archivio mensile:dicembre 2014

Tinta e le cattive attitudini…

donnaquasispillata

Altro giro, altra birra. Un’altra serata allo Spillale (Via Mazzocchi, Caserta) e un altro gioco di abbinamenti tra romanzo e bevanda.

Questa volta l’attenzione è rivolta all’ultimo romanzo di Tinta, “Una donna (quasi) scaduta”, edito da David and Matthaus egoEdizioni. Il romanzo racconta le vicende di una donna alle prese con le prime avvisaglie della menopausa e tutti i dubbi e le domande che questa fase di cambiamento dell’età provoca in una donna che non accetta di sentirsi, appunto, scaduta ma continua a mettersi in gioco.

Anche questa volta racconto al mio amico Raffaele (De Lucia) la trama del libro (di cui potete leggere la recensione a questo Link) cercando di dargli quanti più elementi affinché lui possa entrare nello spirito del racconto e scegliere una birra adatta da unire.

Il libro si distingue per il tono sempre ironico, mai troppo impegnativo che sceglie la scrittrice per sdrammatizzare su quelle che possono essere problematiche anche un po’ malinconiche. Il tempo che passa e la voglia di restare autentiche e ancora attive, nell’amore come in ogni aspetto della vita.

Per questo libro Raffo individua due birre: una da suggerire agli uomini, l’altra alle donne.

La prima è una rossa Barley Wine, una birra molto carica che si distingue, come mi spiega il mio amico in “Due fasi marcate: al primo sorso si assapora la base tipica del malto, così come nel romanzo c’è la base di ciò che si è sempre stati, mentre in un secondo momento subentra il retrogusto più amaro a cui va abituato il palato un po’ come, forse, la protagonista cerca di abituarsi al suo cambiamento”. Ricordo a Raffo di come Tinta scriva di una protagonista tenace, sognatrice determinata a rimanere sempre se stessa, senza cedere alla tentazione di diventare patetica e lottare contro i segni che il tempo lascia in lei senza ricorrere a trucchetti e frequentando ragazzini. “Dovremmo, quindi, scegliere una birra che si affina al palato”, continua Raffo,”e in questo la Barley Wine è perfetta in quanto viene affinata in botti di rovere, e quindi con il passare del tempo ha i suoi cambiamenti che sono migliorie rispetto all’origine”.

Inizialmente però, Raffo aveva pensato ad una birra un po’ più adatta ad una donna, più nello stile dell’Indian Pale Style, lo stile di una bevanda che sembra ancora frivola al primo sorso ma che rilascia tanto gusto amaro che sorprende alla fine. “All’inizio puoi pensare ad una birra chiara, leggera”, spiega, “ma quello che viene dopo è un gusto che stupisce e che va affinato al palato, accettato così come bisogna accettare i cambiamenti  nel tempo e nella vita”, per questo concludiamo che l’unione più adatta è con la svizzera White IPA Bad Attitude, una birra un po’ più “femminile”, fatta con frumento, ma con il tipico un retrogusto da IPA, quindi un po’ più amara.

Mentre chiacchieriamo del romanzo e Raffo mi elenca le caratteristiche delle birre, noto il divertente particolare del nome della birra scelta per questo romanzo: si tratta di una White IPA Bad Attitude. La trovo simpaticamente perfetta per Tinta, un’autrice sempre pronta a non prendersi mai sul serio e audace nei suoi precedenti lavori letterari visto che nasce come scrittrice di racconti erotici. Insomma, una cattiva ragazza sempre pronta a ridere, apparentemente leggera ma ricca di creatività.

Anche questa volta l’accostamento divertente sembra perfetto. Vogliamo provare a sorseggiare la birra leggendo il libro? Noi verifichiamo, e a voi auguriamo buona birra e buona lettura!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 19 dicembre 2014 in Spillaletture

 

Tag: , , , ,

“Una donna (quasi) scaduta” – Tinta

Una donna (quasi) scaduta” è un libro diverso dalle precedenti esperienze letterarie di Tinta. L’autrice pugliese nasce come scrittrice di testi erotici, ma in questo romanzo sceglie di dare alla storia una piega piuttosto sentimentale e ironica.

Sembra di assistere ad una simpatica commedia romantica leggendo questa storia  che racconta le vicende di una donna che si avvicina alla menopausa e affronta con mille dubbi e domande questo passaggio verso una nuova fase della vita.
La protagonista si chiede per quale ragione, con l’avanzare dell’età, gli uomini diventano più affascinanti nella maturità, mentre le donne tendono a ricorrere a ritocchi o comportamenti a volte tristemente ridicoli. La protagonista di Tinta, invece, non accetta di diventare così patetica, non accetta di sentirsi scaduta o di scadere in certi compromessi. Lei sogna ancora l’amore passionale di Lui che non esce mai completamente dalla sua vita, nemmeno quando lei decide di chiuderlo fuori; lei non si arrende, continua a mettersi in gioco alla ricerca dell’amore e continua a sognare accettando il corso del tempo così come lo sente il suo corpo.

Tinta accompagna il lettore in una storia che racconta dei “drammi” che lo scorrere del tempo provoca nelle persone (e nello specifico, in alcune donne) con una voce leggera e veloce. Il suo romanzo è breve, una lettura molto piacevole, seppure con un velo di malinconia, scorre piacevolmente e cattura l’attenzione. Le avventure della protagonista sono tenere e simpatiche, e il lieto fine è il sorriso rappresentativo di tutta la storia narrata.

Un libro che consiglio di non perdere sia per il piacere della lettura, sia per la simpatica capacità di sdrammatizzare di Tinta, sia per conoscere un’altra sfumatura di questa scrittrice.

 
1 Commento

Pubblicato da su 18 dicembre 2014 in Recensioni

 

Tag: , , , , , , ,

E’ la natura che lo vuole…

spillaletturacadediradoLanciamo le nostre Spillaletture cercando una birra da abbinare all’ultima creazione di Caterina Saracino, “La luce giusta cade di rado” edito da Eiffel edizioni. Un romanzo che affronta diverse problematiche impegnative e importanti quali la diversità, l’autismo, l’omosessualità, il tormento dell’animo di individui incompleti o incapaci di esprimere se stessi. (trovate la recensione a questo Link)

Affinché Raffaele, l’esperto, individui una birra adatta, gli racconto la trama e i punti fondamentali su cui Caterina ha incentrato il suo racconto. Gli spiego che il libro è impegnativo e va letto con lentezza, soffermandosi per riflettere sulle problematiche avanzate dall’autrice. È un libro che scuote il lettore, che penetra nel suo animo e non gli permette indifferenza durante la lettura. Non è un libro leggero, pur essendo piacevole, a tratti poetico – è inevitabile con la scrittura di Caterina!

Do qualche minuto a Raffaele per individuare sulla sua dispensa  una birra adatta. Io intanto gusto la Tipopils che mi ha versato, mentre fuori dal locale piove. È mercoledì sera, il natale si avvicina ed è quasi ora di cena. Mentre molti corrono a casa, e pochi entrano nel locale per rilassarsi prima di rincasare, io mi godo l’atmosfera e adoro questa parte del mio lavoro.

Dopo qualche istante, Raffo mi propone come accostamento al libro di Caterina il Lambic, una birra belga molto particolare. Mi spiega che si tratta di una birra con retrogusto acido e caratterizzata da una fermentazione spontanea. “L’ho scelta perché il libro parla di diversità”, dice, “ e credo che la vera diversità si trovi nella spontaneità.  Le persone sono fatte così, è la loro natura, così come questa birra acquisisce il proprio sapore e le proprie caratteristiche dalla fermentazione dei lieviti selvatici, senza forzature, senza ricette particolari, non c’è nulla di studiato, è assolutamente naturale”.

L’abbinamento proposto da Raffaele è perfetto perché nel libro si parla di qualcosa che riguarda l’essere umano senza costruzioni, così come questa birra che nasce senza forzature. Raffo aggiunge che il Lambic è una birra difficile alla bevuta, che non incontra i gusti di tutti, per la sua acidità. Deve essere sorseggiata con lentezza e si presta alla meditazione proprio come il romanzo di Caterina: il palato deve essere abituato lentamente alle note proposte, così come l’animo del lettore deve predisporsi alla lettura del romanzo.

Continuiamo per diverso tempo a chiacchierare di questo libro e del Lambic e Raffaele si accorge di una cosa particolare che ci fa sorridere e rende l’abbinamento assolutamente eccezionale. “In fase di fermentazione della birra”, mi spiega Raffo, “i tini di fermentazione vengono posti vicino a grosse vetrate e per permettere ai lieviti che si trovano nell’aria di cadere naturalmente su di essi a conferire questo particolare sapore alla birra prodotta”, così come nel romanzo di Caterina la luce giusta cade di rado.

Mi sembra quasi che libro e birra, con questo accostamento, acquisiscano un sapore aggiunto alla loro degustazione, e sono tentata dal farmi versare la birra da Raffaele e leggere qualche passo tra un sorso e l’altro.

Potrebbe essere un altro esperimento, che ne dite? Infondo, bisogna verificare l’efficacia dell’unione. Vi terrò aggiornati! Buona birra e buona lettura!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 10 dicembre 2014 in Spillaletture

 

Tag: , , , , , , ,

SpillAle…tture

spillainsegnaLe passioni sono contagiose. A conferire loro questo effetto, sono gli stessi appassionati che ne parlano, che le condividono con amici parenti e conoscenti, che non riescono a trattenersi da dirigere qualunque conversazione verso di esse; quella forza che è come un fuoco che nutre e sazia e fa sentire vivi… Le passioni sono contagiose e tante volte è bello che, condividendole, si creino delle contaminazioni, delle sperimentazioni che aggiungono un sapore speziato e frizzante alla base della lingua e sul palato mentre si parla, un brivido che attraversa repentino la schiena, e si scopre quanto può ampliarsi la nostra conoscenza e in quanti modi si possano vivere le passioni.spillalavagna

Io amo la scrittura e la lettura. Il mio amico Raffaele (De Lucia), invece, ha la passione per le birre, una passione talmente forte da spingerlo ad aprire un locale (lo Spillale, Via Mazzocchi, Caserta) nel quale vengono servite solamente birre, e nello specifico esclusivamente birre artigianali.spillale

Adoro trascorrere del tempo nel locale piccolo ma accogliente del mio amico – un fratello, a dire il vero, visto che ci conosciamo ormai da una vita – mi piace l’atmosfera raccolta e intima quando, a inizio serata, non c’è ancora molta folla. Mi piace che sia ritrovo di tante persone e che si finisca per intromettersi simpaticamente nelle conversazioni degli altri e diventare inaspettatamente un’unica comitiva mentre si siede a sorseggiare la birra proposta. Mi piace che con Raffaele parliamo tanto di musica – lui ha un passato da cantante e io sono batterista! E poi una sera ho avuto questa malsana idea di proporgli, mentre mi consigliava l’ennesima birra da sperimentare, un abbinamento ad una portata insolita: suggerire una birra adatta da degustare leggendo un libro. Che cosa ne poteva venir fuori? Raffo, incuriosito ha accettato la sfida, io mi sono lanciata e questi sono i risultati. Speriamo soddisfino i vostri palati.

Buona birra e buona lettura nel nostro angolo delle Spillaletture!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 10 dicembre 2014 in Spillaletture

 

Tag: , , , , , , ,

“La luce giusta cade di rado” di Caterina Saracino

luce giusta

La luce giusta cade di rado” è l’ultimo romanzo di Caterina Saracino, edito dalla Eiffel Edizioni, ed è bello.

Un intreccio di personaggi complicati, di sfumature che si confondono tra di loro, vite sospese, incomplete, destinate a percorsi dolorosi che, tra l’altro, conducono il lettore dentro un’analisi attenta e spietata di ciò che si prova.
Personaggi – tre fondamentalmente, due dei quali anche narratori principali – diversi, complessi, ricchi di ombre inaspettate. Forse è un po’ troppo forzato l’accanimento del destino, la spietatezza della vita verso personaggi già molto segnati.
La storia racconta di Miro, Asia e Thomas protagonisti delle vicende. Miro e Asia, tra l’altro, prestano la voce e gli occhi alla narrazione delle prime due parti del libro (la terza è affidata a un narratore neutro che accompagna il lettore fino alla conclusione). Ognuno di loro è un universo particolare che domina sulle ambientazioni e sul tempo; ognuno di loro ha desideri, segreti e soprattutto tormenti irrisolti.

La voce che ho trovato più penetrante è proprio quella di Asia, forse il personaggio più segnato. La parte del romanzo raccontata con la sua voce trascina il lettore fino nelle viscere della sua personalità, risucchiandolo in un vero e proprio vortice e conducendolo fino alla verità di se stessa, con una narrazione poetica ricca di immagini e metafore molto melodiche. La ricerca di sé non è un viaggio semplice.
Quello che più mi è piaciuto è la scrittura di Caterina, mai superficiale. L’autrice penetra nell’animo dei suoi personaggi, donandogli una voce allo stesso tempo delicata e forte, alla quale il lettore non può restare sordo. Le descrizioni sono efficaci nel creare un legame tra personaggi e lettore.
Ho trovato questo romanzo una prova di scrittura matura, anche più di “Grigio”(precedente lavoro letterario di Caterina). Un libro ben costruito e ben riuscito nel suo intento, dove ogni aspetto non è superficiale e trova la sua collocazione; ogni dettaglio trova il suo equilibrio.

Per acquistare il libro: La luce giusta cade di rado

 
2 commenti

Pubblicato da su 9 dicembre 2014 in Recensioni

 

Tag: , , ,

Benvenuti!!!

Benvenuti!!!

Ciao a tutti! Il mio nome è M Rosaria e sono l’autrice di “Chrysalis” (Eiffel Edizioni, 2008) e “Dietro palpebre chiuse”(Qulture edizioni, 2012).

Da quando ho pubblicato il mio primo romanzo ho avuto la fortuna di entrare in contatto con tutta una parte del mondo editoriale che solitamente resta nascosta, trascurata dalla maggior parte della massa di lettori, fondamentalmente per il dominio dei nomi della grande editoria e degli autori di best sellers; ho scoperto che in questo “mondo sommerso” ci sono autori e realtà che meriterebbero più attenzione e rilevanza di quanta ne hanno.

Ho deciso, quindi, di dedicare parte della mia passione scribacchina di blogger alla realtà della piccola e media editoria, all’editoria indipendente e soprattutto ad autori (ancora) poco noti.
Questo spazio è per tutti noi che impieghiamo le nostre energie (fisiche, materiali e mentali) per far conoscere noi stessi e le nostre creature al mondo (perché se non lo facciamo noi per primi, nessuno lo farà per noi!!)!!!

Accomodatevi, scegliete un libro e gustatelo insieme a noi. Benvenuti in questo angolo letterario!

Ros

 

 

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 dicembre 2014 in Vari blablabla

 
 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: