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Archivio mensile:febbraio 2015

“Diario di un antropologo (Il viaggio del disincanto)” di Lucio Schina

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Lucio Schina ha dato vita una storia di amore e di ricerca. Di amore verso il proprio lavoro, verso una donna e verso un paese. Di una ricerca del senso più profondo di condivisione del sé con l’universo, del coraggio di aprire la mente e accettare, come parte della magia di cui si costituisce il legame dell’uomo con il cosmo, esperienze scientificamente inspiegabili.

Diario di un antropologo (il viaggio del disincanto)”, edito da Edizioni Progetto Cultura, è la storia di Davide Chisan e del suo viaggio di ricerca per uno studio archeologico che lo porterà alla scoperta e al consolidamento della idea di quanto siano importanti per la formazione di un uomo e della vita di una comunità il ruolo delle radici e del legame con il passato. Davide si troverà a contatto con una verità alla quale potrà approcciarsi solo se sarà in grado di abbassare ogni pregiudizio e barriera.

Un’esperienza di lavoro che diventa per lui un’esperienza di crescita interiore e di nuova consapevolezza. Spicca nella narrazione questo profondo amore per i luoghi che ospitano il viaggio di Davide e Janir (membro del suo team di ricerca e compagna in questa avventura; una donna provata da esperienze che l’hanno resa rigida e che questo viaggio nutrirà di nuova passione verso il suo lavoro e la sua terra).

La scrittura di Lucio è efficace. Trasporta il lettore tra le dune del deserto e ne cattura la curiosità mostrandogli i reperti archeologici che il protagonista si trova ad osservare.

La lettura è veloce eppure intensa. Non si resta indifferenti, si entra immediatamente nel viaggio, e le descrizioni sono evocative e poetiche. Un romanzo di intensa profondità e dolcezza, di mistero e rivelazione. Un’esperienza letteraria assolutamente da condividere.

 
2 commenti

Pubblicato da su 13 febbraio 2015 in Recensioni

 

Il gusto del suono

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Il freddo di fine gennaio nell’aria e un giovedì sera da riempire di sapori genuini e al tempo stesso intensi, zaino in spalla e in mano il piccolo volume di poesie di Argia Maina quasi fosse un vecchio walkman pronto a suonare una melodia a me cara, e mi presento allo Spillale per un nuovo abbinamento libro-birra con il mio amico Raffaele.

Il volumetto che gli presento questa sera è una raccolta di poesie (“Il nodo del suono” edito da ‘round midnight edizioni, di cui potete trovare la recensione a questo Link), stralci di vita quotidiana che richiamano momenti fugaci del presente ma anche sapori di un passato che, leggendo, ho sentito comune, caro a me. Argia coglie degli attimi in modo diretto e vero.

Raffo mi ascolta raccontargli di questa breve raccolta. In verità, gli avevo già accennato qualcosa al riguardo qualche sera prima di adesso, e già allora avevamo provato ad individuare un paio di birre tra cui scegliere. Ovviamente, in questa prima parte di una fredda giovedì sera, possiamo parlarne con più calma.

Ascoltate le mie parole, Raffo ha tutti gli elementi per poter scegliere sul suo scaffale una birra adatta a “Il nodo del suono“. Si tratta di poesie brevi, dal ritmo musicale (il richiamo alla musica è inevitabile sin dalla copertina!!) che colgono in modo diretto e sincero la realtà dell’animo e della quotidianità.

“Ci vuole una birra semplice da bevuta quotidiana”, suggerisce Raffo, “Una birra che si beva velocemente ma non troppo“. Trattandosi di una raccolta presentata già come fosse un album di canzoni da ascoltare, Raffaele sceglie una birra che è un omaggio a Kurt Cobain.

“Ecco, io sceglierei la Kurt, non solo per il collegamento musicale, ma anche perché si tratta di una American Pale Ale, una birra a bassa gradazione che suggerisce una bevuta veloce”, così come le poesie di Argia sono brevi e possono essere lette a grandi sorsi, “E’ una birra che si presenta in lattina, e questo suggerisce una bevuta rapida. In verità”, mi spiega il mio caro amico, “resta una birra particolarmente strutturata, con vari retrogusti tropicali agrumati che richiedono tempo di assimilazione proprio come le poesie hanno bisogno di essere rilette, gustate e interiorizzate senza fretta”.

Raffaele mi versa la birra per accompagnare il gustosissimo spiedino di provola e pancetta di maialino casertano che ho ordinato per cena, e continua: “E’ una birra in stile americano, amara, ma da diversi sapori. Come ti dicevo prima, ha tanti retrogusti che richiedono calma nella degustazione, lasciando tempo al palato di assaporare le varie sfaccettature e prepararsi ad una nuova sorsata. Preferisco suggerirti, comunque, una birra in lattina per il richiamo alla quotidianità, anche se resta sul palato a farsi degustare”.

Sorseggio la birra e confermo le parole di Raffaele. La sorsata è veloce ma mi rilascia al palato tanti gusti da individuare con calma. Proprio come una poesia di Argia, che si legge nel tempo di una canzone e resta a canticchiare nella testa.

Non resta che invitare la poetessa e tutti voi lettori a verificare di persona il nostro abbinamento. Chissà che Argia Maina, visitando lo Spillale, non colga un altro stralcio sincero di vita da cantare nei suoi versi.

 
1 Commento

Pubblicato da su 6 febbraio 2015 in Spillaletture

 
 
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