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Archivio mensile:maggio 2017

Marco Mazzanti risponde a bruciapelo

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Buongiorno cari lettori,

oggi per la nostra rubrica A Bruciapelo risponde Marco Mazzanti, autore, tra gli altri, del recente “Ragazzi di Carta” edito da Le Mezzelane Casa Editrice e di cui potete trovare la recensione a questo link

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Un luogo? Il luna park di quando ero piccolo.
Una melodia? La colonna sonora del film Code 46, di Michael Winterbottom.
Un momento della giornata? Il tramonto.
Una persona? Non so rispondere.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Ho come la sensazione di essere travolto da milioni di caramelle colorate.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Né l’uno né l’altra. Direi una perdizione

Per informazioni e acquisto:
Le Mezzelane Casa Editrice sito http://lemezzelane.altervista.org/ pagina fb https://www.facebook.com/lemezzelane/?fref=ts
Ragazzi di carta pagina fb https://www.facebook.com/Ragazzi-di-carta-1256227714422306/?fref=ts
Marco Mazzanti https://www.facebook.com/profile.php?id=100012744602137&fref=ts

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2017 in A Bruciapelo

 

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“Il fiore d’acqua” di Alessandra Roggia

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La neonata Lupieditore ci presenta una silloge breve ma dal sapore intenso, firmata da Alessandra Roggia, “Il fiore d’acqua“.

Se ci si sofferma a riflettere sul titolo di questa raccolta poetica viene da pensare a qualcosa di fragile e delicato che, se non curato con la dovuta attenzione, rischia di rompersi tra le mani. Sin dai primi versi, però, si nota una penna profonda e calda, una voce intensa che invita il lettore alla riflessione, e canta decisa le proprie sensazioni.

La raccolta si compone di canti brevi, immagini chiare, giochi di parole.

Alessandra forma con i suoi versi delle immagini molto forti, palpabili. Molto bella in questo senso la lirica “Silenzio” che permette di costruire uno stato d’animo di condivisione, tanto forte da vederlo materializzarsi, prendere vita.

Si tratta di versi che donano ritmo e musicalità, e rendono piacevole la lettura ad alta voce.

Con semplicità Alessandra riesce a porci davanti gli occhi della fantasia momenti di intensità vissuti anche in solitudine e che le hanno suscitato sensazioni impostazioni con determinazione.

La raccolta è composta da poesie scritte in italiano e altre scritte in inglese, tutte caratterizzate dalla stessa intensità e che spronano alle stesse riflessioni.

Alcune liriche sembrano raccontare una storia, suggeriscono quasi un testo in prosa; in altre invece veniamo trasportati in mondi di profonda fantasia come fossimo protagonisti di una favola.

Sono comunque molti i messaggi che Alessandra Roggia intende trasmettere, messaggi di forza, di incoraggiamento verso chi ha sofferto e ha bisogno di rimettersi in piedi. Alessandra sprona il destinatario di queste liriche a non avere fretta, a non avere paura. Un invito al quale non si può restare indifferenti.

Per acquistare il libro Il fiore d’acqua

 
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Pubblicato da su 29 maggio 2017 in Recensioni

 

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Mario Bergamo risponde a bruciapelo!

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Cari lettori,
oggi inauguriamo una nuova rubrica BlaBlaBook ospitando il giovane autore campano, Mario Bergamo, che risponderà per noi a tre domande a cui l’ho sottoposto A BRUCIAPELO.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa? 

La mia musa ispiratrice è l’Amore stesso!
Mi piace scrivere dell’amore e di conseguenza penso che sia questo sentimento a rivelarsi a me, è lui stesso che mi ispira a scrivere storie.
Ho capito questa cosa proprio recentemente, perché stavo scrivendo qualcosa di diverso dal solito romanzo d’amore, ma dopo un po’ mi sono reso conto che non lo stavo facendo con lo stesso entusiasmo.
Così ho dovuto fermarmi.
Amo scrivere storie d’amore e partendo da qui tutto si sviluppa passando da momenti di giornate, da melodie di canzoni, a scrivere in determinati luoghi.
Affermo tutto questo senza voler essere presuntuoso, ma solo con la consapevolezza che davvero mi basta pensare all’amore, dentro di me nasce subito una storia da scrivere… prendendo ispirazione da qualsiasi cosa…

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

 All’inizio quando nasce un’idea dentro di me è tutto così bello!
Poi quando subito dopo inizio a fare una breve sinossi mi sento in fibrillazione, mi sento vivo, eccitato e dentro di me c’è una vibrazione così potente che mi sembra di manipolare la magia della scrittura, vivo un periodo di “illusione-reale”.
Il periodo seguente quello della prima stesura invece mi porta a dare tutto me stesso, mi azzero con il mondo reale, vivo con i miei protagonisti, entro nel libro con loro e questo inevitabilmente comporta che alla finire arrivo distrutto!!! Svuotato completamente sia a livello psicologico che fisico!!!
Tanto che nei giorni che seguono la fine della prima stesura non sono nemmeno in grado di scrivere una frase di senso compiuto!!!
Ci metto poi mesi a riavere un’idea brillante che di solito poi non si rivela neanche quella del mio lavoro successivo. 

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

 Un dono, assolutamente!!!
Penso che non ci sia una cosa più bella al mondo di scrivere una storia tutta tua.
Chi scrive romanzi o storie di ogni genere va oltre il mondo reale e vederlo non può essere una maledizione.
Non tutti riescono ad andare oltre la realtà  e seppur riescono ad andare oltre con l’immaginazione, poi non è detto che abbiano il “dono” di dargli vita, scrivendolo!
Tirare fuori tutto quello che si ha dentro, creare mondi e personaggi è un potere speciale.
Quando rileggo scene scritte da me, mi commuovo, perché penso che prima di allora non esisteva al mondo una cosa così.
Muovere personaggi, oggetti e tempo a proprio piacimento è pura magia.
Scrivere è davvero un dono magico, ed io ringrazio Dio ogni giorno per avermi fatto questo dono. Forse non scriverò mai un bestseller, però scriverò di sicuro fino a quando ne avrò la forza, perché scrivere mi fa sentire vivo!

Mario è alle prese con la sua prima fatica letteraria, “Sognando New York” edito nel 2016 da Rapsodia Edizioni.
Se volete conoscerlo meglio, vi invito a fare un salto sulla sua pagina facebook https://www.facebook.com/SognandoNewYork.2013/?fref=ts

Se invece volete acquistare il libro seguite il link Sognando New York

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2017 in A Bruciapelo

 

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“Ancora tu” di Valeria Leone 

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Torna Valeria Leone, già autrice del fortunato “Love is… on air” (edito da Butterfly Edizioni e di cui potete trovare la recensione a questo link) con un nuovo romanzo in uscita che promette altrettanta fortuna.

Il prossimo 24 maggio esce per Amazon il nuovo “Ancora tu“, la storia di Sergio e Alice, una storia d’amore destinata ad entrarvi nel cuore.

Sergio vive un presente familiare sofferto, per via dell’ Alzheimer che ha reso sua madre un involucro vuoto di ricordi. Alice invece si è rimboccata le maniche per tirarsi fuori dalla sua famiglia e impedirle di trascinarla verso il fondo. I due personaggi hanno un passato che li accomuna ma anche storie personali molto forti.

Come se avessero inconsapevolmente bisogno di trovarsi, il destino li fa incontrare di nuovo. Ad incatenarli, un colpo di fulmine, un’attrazione fisica che è talmente forte da condizionare azioni e pensiero.

Per quanto possiamo immaginare dove andrà a finire la storia, ci si aspetta diversi colpi di scena che non tradiscono mai le nostre aspettative. Le premesse infatti ne sono ricche.

Le pagine scorrono veloci. La lettura è sempre molto coinvolgente grazie alle descrizioni attente ed efficaci degli stati d’animo dei personaggi. Impossibile restare indifferenti.

Valeria ha la straordinaria capacità di raccontare in modo dolce e attento il momento in cui si passa dal timore di lasciarsi andare al piacere, a quello bello in cui ci si sente sicuri della persona che ci fa battere il cuore. L’autrice riesce a coinvolgere il lettore risvegliando belle sensazioni. E nonostante tutte le premesse, suscita allegria e solarità con la sua scrittura

Bellissimo il personaggio di Olga, la madre di Sergio, di cui si intravedono la dolcezza e l’eleganza seppur sommerse dal peso dell’Alzheimer, e il cui ruolo sembra determinante per l’avvicinamento affettivo dei due protagonisti.

Valeria scrive egregiamente i sui libri. La trama segue le regole proprie della scrittura creativa, e anche se ti aspetti il lieto fine, il colpo di scena, la catastrofe, la crisi, ti scopri sempre colto di sorpresa, perché l’autrice riesce a tenerti incollato alle pagine in totale empatia con ciò che accade ai personaggi.

Questi sono caratterizzati in modo così efficace,  che il lettore si sente coinvolto in ogni loro situazione come se la stesse vivendo in prima persona. In questo modo la lettura è piacevole, leggera anche quando c’è tensione, ed in questo lavoro e anche più bollente del solito.

“Ancora tu ” ha tutte le carte in regola per presentarsi come una bella favola moderna, e se lo dice una lettrice come me che non predilige il genere romance, potete fidarvi. La Leone ha trovato in questo genere letterario la sua dimensione, ed è una penna che reputo ottima nel panorama romance italiano. Per gli amanti del genere è un libro che consiglio, assolutamente imperdibile.

Per info sull’autrice: https://www.facebook.com/valeria.leone2?lst=716678250%3A1371940431%3A1490600108

Per l’acquisto il libro sarà disponibile dal 24 maggio su Amazon

 
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Pubblicato da su 22 maggio 2017 in Recensioni

 

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“In punta di versi” di Lucia Izzo 

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Apparentemente silenziosa, si presenta al lettore una silloge targata Le Mezzelane Casa Editrice, che irrompe nell’animo scoprendo gradualmente la sua forza poetica.

Lucia Izzo con il suo esordio letterario, entra “In punta di versi” nell’animo del lettore, traducendone sensazioni ed emozioni.

Dalle prime poesie ho l’impressione che il suo canto voglia creare comunione tra le sensazioni intime dell’individuo e quelle tormentate di una umanità persa nelle sue sofferenze.

Poesia che sembra molto diretta, accessibile nel suo senso profondo anche a chi non è avvezzo alla lirica.

C’è una gioia, una pace delicata che accompagna questi versi. Forse è davvero una danza della parola fatta in punta di piedi, che chiede il permesso di entrare tra le emozioni del lettore, e baciarlo come le rime scritte tra i versi.

Sembra una poesia che racconta di tutti, che si rivolge ai bambini come agli adulti, e raccontare attimi, storie; svelare segreti.

“Il confine delle rovine” è un quadro di un luogo reale e di un luogo del tempo che suscitano l’emozione di una umanità destinata a vivere, morire, lasciare qualcosa nella memoria, qualcosa che possiamo rivedere se osserviamo con attenzione le rovine del tempo che passa. Queste liriche sono quadri dipinti di paesaggi per la vista come del cuore.

“Dal mare saliranno le sirene” mi fa pensare al problema degli immigrati, dei disperati che nel mare trovano la morte mentre erano partiti in cerca di nuove speranze. La poetessa canta una lirica di speranza per quel mare che invece di morte sia ponte di vita e rinascita. Ma chi sono le sirene di cui parla? E la cattiveria, il male può essere sconfitto?

“Ci fu un tempo per lei” forse si riferisce alla poesia, forse alla stessa poetessa, che racconta il bisogno di parlare e tessere versi ribelli e liberi da qualunque costrizione o limite. L’arte e la poesia non possono essere imprigionati, ma hanno bisogno di prendere forma per portare il loro messaggio ed essere condiviso.

Alte sono le liriche “Volto sfuggente” e “Se tu c’eri” che rimandano a persone che hanno impresso nella poetessa un seme e dei segni indelebili. Indice che il poetare è l’urlo necessario di una voce sensibile che in sé ha vasti universi. Impossibile non farli traboccare.

Ma ci sono anche le emozioni quotidiane tra questi versi, come se la poetessa volesse ricordarci che c’è emozione dappertutto, in ogni gesto, in ogni scontro, in ogni carezza; che nulla passa senza lasciare un segno, soprattutto in chi ha l’animo sensibile, come confermato da “Voci” e “Ogni dolore è specchio di silenzi”.

La natura e la memoria sono elementi che si intrecciano e si alimentano vicendevolmente, sempre di ispirazione, arrivo e origine dei canti della poetessa.

“Come luce mi apro” e “Arduo compito” mi fanno ripensare al dono e maledizione che sono compito dello scrittore, il quale ha una missione talvolta dura ma che è come un compito che non si può evitare, non si può fare a meno di eseguire. L’arduo compito di chi ha questa vocazione.

Anche la memoria trova posto tra queste liriche: si scorge il legame con la famiglia, gli antenati, le nostre radici e tutta la storia. Si omaggiano con il ricordo posato tra i versi, e si esalta il passato per ciò che ha lasciato e ciò che ha significato. In ogni canto scorgiamo la sensibilità di una voce come quella di Lucia, che in “Vorrei convincere il cielo” scrive l’auspicio di una donna che sogna di poter arrivare con la sua penna a superare barriere e chiusure, muri di indifferenza ma anche cattiveria e dolore. Una speranza propria di tutti noi che scriviamo, inventiamo storie, versi, canti da donare.

Una poesia, dunque, originale direi nella scrittura, diretta e accessibile anche a chi non sempre dedica tempo e cuore a questo tipo di letteratura.

Per info sull’autrice; http://www.lemezzelane.altervista.org/lucia-izzo.html

Per acquistare il libro

In punta di versi

 
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Pubblicato da su 15 maggio 2017 in Recensioni

 

“Il treno del successo” di Alberto Di Girolamo

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La Mezzelane Casa Editrice ci presenta per la sua collana Comodia un testo teatrale dalle sfaccettature sorprendenti. “Il treno del successo” di Alberto di Girolamo, si presenta all’apparenza come un testo quasi comico, ma si rivela drammatico.

Il confronto tra tre personaggi che sognano il successo in arte e non si arrendono nonostante l’età, può sembrare agli occhi di chi non conosce la trama, il gioco di tre testardi sognatori che non si danno per vinti.

Tre punti di vista diversi, tre diverse esperienze. C’è chi ha più fiducia perché ha avuto più fortuna; chi invece ha bisogno di essere elogiato per credere ancora nelle proprie capacità; chi vive con sofferenza il proprio talento e invece di impegnarsi per farlo esplodere si distrugge con l’alcool.

Il tono è inizialmente ironico e allegro, veloce proprio per il susseguirsi di scene teatrali. Il tutto nella speranza e nell’attesa che passi il treno del successo.

Ma non tutto è come sembra. Il primo atto, infatti, si conclude rivelando subito un segreto che inizia a mostrarci la vera natura dei personaggi, e nel nostro caso, del personaggio protagonista, di colui che decanta tanto la fiducia verso il futuro arrivo del treno del successo, poiché reduce da una fortuna che scopriamo essere frutto di una situazione costruita. Egli non ha fatto altro che approfittatore di una situazione da cui ricava vantaggio a discapito di qualcun altro.

Una situazione che può avere qualcosa di simpatico, ma che allo stesso tempo può suscitare molte riflessioni sulla natura umana e l’arrivismo.

Il protagonista, inoltre, è talmente accecato dal desiderio di fare successo come scrittore da non far caso agli intrighi di cui è vittima egli stesso, e che accadono sotto il suo naso.

Almeno così sembra all’apparenza.

È tutto un gioco di distrazioni. Ognuno dei personaggi sembra essere totalmente preso dai propri interessi da non preoccuparsi di ciò che accade o combinano i propri familiari, né cosa questi possono nascondere.

Quello che si scopre è che, in un modo o nell’altro, tutti sono arrivisti: chi per la fama, chi per amore, chi per prestigio, chi per denaro. E sono sempre persone che non sentono il peso dei problemi della quotidianità.

Il treno del successo sembra essere uno specchietto per le allodole, un’illusione che distrae dalla cruda realtà, quella di dover ammettere che la propria vita è misera.

Il treno del successo diventa metafora di ossessione di chi si ostina ad inseguire un’illusione pur di non fare i conti con una realtà costruita sulla menzogna.

L’insoddisfazione di una vita vissuta sperando di continuo che cambi per diventare ciò che non potrà mai essere. Ed è inutile illudersi, cercare di essere ciò che non si è, andare contro la propria natura rinnegando se stessi. Il vero successo, allora, è accettare la propria mediocrità e vivere nella semplicità, cambiare con coraggio le cose che fanno marcire il nostro animo invece di imputare ad altri il motivo del nostro dispiacere.

Quanti tra voi lettori si sono trovati vicini o nel pieno di una situazione simile?
E i nostri protagonisti, capiranno davvero questa lezione?

È un’escalation di evoluzioni che porta ad un finale drammatico per raccontare la mediocrità di chi non ha il coraggio di afferrare la propria vita esserne padrone e disegnarla a proprio piacimento.

Pensate di avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e la verità a cui vi sottopone questo libro?
Vi sfido!

Per info su libro e autore: http://www.lemezzelane.altervista.org/alberto-di-girolamo.html

Per l’acquisto

Il treno del successo. Ediz. integrale

 
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Pubblicato da su 8 maggio 2017 in Recensioni

 

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“Confessioni illustrate” di Danilo Penso

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Tono leggero e lettura veloce, sono le prime caratteristiche che saltano all’occhio del testo di Danilo Penso, che ci offre il suo lavoro letterario, “Confessioni illustrate” per la Le Mezzelane Casa Editrice.

Tematiche attuali delle quali non si parla mai abbastanza e la cui conclusione non è così scontata.

Tematiche attuali, dicevamo, di cui è bene ribadire la forza, l’importanza, ma anche le tante sfaccettature che nascondono e che ci pongono tutti su una stessa barca.

I dubbi del protagonista, sono in effetti gli stessi propri del genere umano, al di là dell’orientamento sessuale, e si tratta di problematiche che danno all’amore la sua valenza universale; quel valore che molti tendono a dimenticare, quando il discorso cade su questioni di principio che rischiano di sfociare nell’omofobia.

Il filo conduttore principale della storia è il matrimonio e la volontà di una celebrazione ufficiale per coronarlo, che non sempre è desiderio di entrambi i partner in una coppia. Le perplessità del protagonista della vicenda e voce narrante rispetto al matrimonio non solo spingono il lettore a fare una riflessione su una problematica di genere, ma anche su una questione che oltrepassa i limiti della tendenza sessuale.

È davvero così importante dare all’amore una definizione ufficiale con il matrimonio? Non dovrebbe essere sempre e solo un sentimento intimo? Perché doverlo celebrare con tanta formalità e con feste sfarzose?

Oppure, rifiutarsi di convolare a nozze non può essere solo paura?

In fondo, il nostro protagonista all’inizio del libro racconta della morte del suo compagno precedente, strappatogli dal cancro. Una perdita che lo tiene lontano da tutto per molto tempo.
La successiva scoperta di un suo prolungato tradimento, poi, lo sconvolge e di certo mina la sua fiducia nel prossimo.
Non è forse, quindi, plausibile la paura di fidarsi pienamente fino a legarsi “finché morte non ci separi” a far nascere in lui tutta questa repulsione verso il matrimonio?

Al di là di una questione di genere, ripeto, il libro di Danilo si presta a delle riflessioni universali che riguardano l’amore e la fiducia verso il proprio compagno.

Danilo spinge il lettore verso queste riflessioni con un linguaggio semplice ed un tono piacevolmente ironico. Il libro così si lascia leggere veloce e leggero. E il finale diventa un compromesso, perché tutto sommato lo è anche l’amore: ci si viene incontro, si fanno delle rinunce per la felicità dell’altro e si fa anche qualcosa per farlo stare bene, perché il benessere del nostro compagno si trasforma nella nostra stessa felicità.

Come tutto il libro, anche il finale non è scontato, e il colpo di scena, perché c’è un colpo di scena inimmaginabile, lo rende frizzante e allegro nella lettura.

Davvero piacevole. Mi fa pensare che Danilo sia proprio una persona simpatica, con un bel senso dell’umorismo, e già ho voglia di leggere qualcos’altro di suo.

Per informazioni su libro e autore: http://www.lemezzelane.altervista.org/eugenio-rossi.html

Per acquistare il libro

Confessioni Illustrate

 
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Pubblicato da su 2 maggio 2017 in Recensioni

 

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