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Archivio mensile:agosto 2017

Lucia Izzo risponde a bruciapelo!

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Buongiorno amici,

oggi risponde per noi a bruciapelo la poetessa Lucia Izzo, autrice della silloge “In punta di versi” edita da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Ogni elemento segnalato concorre ad essere la mia musa ispiratrice, è un lampo di tempo che corre veloce sull’elemento che si fa notare, uno scatto fotografico della mente e nasce come bisogno del momento.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

È una emozione che mi prende per mano, una esigenza fisica che ha bisogno di essere segnalata velocemente. Ad azione compiuta mi sento più leggera.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Di sicuro è un dono ma può trasformarsi in una maledizione se non ti senti realizzata fino in fondo attraverso il tuo scritto.

Per info sull’autrice; http://www.lemezzelane.altervista.org/lucia-izzo.html

Per acquistare il libro https://www.ibs.it/in-punta-di-versi-libro-lucia-izzo/e/9788899964368?inventoryId=69305653

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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Cristiana Danila Formetta risponde a bruciapelo!

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Cari amici!

Oggi risponde alla nostra intervista a bruciapelo l’autrice di romanzi e racconti erotici Cristiana Danila Formetta che qualche mese fa ha pubblicato il suo primo “Manuale di tecniche e strategie di scrittura erotica“, (scritto insieme a  Bottega editoriale e edito da Falco editore, 2016).

Cristiana sarà ospite della terza edizione di “Libri in mostra (e scrittori al seguito)” che avrà luogo a Santa Maria a Vico (CE) il prossimo 9 e 10 settembre (per ulteriori informazioni restate in ascolto! Ve ne parleremo a breve!), e in quella occasione oltre a presentare il suo manuale, terrà una lezione su come si scrive una scena erotica. Se siete interessati, seguite l’evento creato al riguardo su facebook e prenotate il vostro posto!

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Sarà banale ma il luogo che più mi ispira è certamente la mia casa. Mi piace essere circondata dalle mie cose, bere un caffè seduta al PC, scacciare i gatti che insistono per dormire davanti al monitor mentre sono in piena fase creativa, avere sottomano uno o più block notes per prendere appunti, e mixare di continuo le playlist su Spotify. Di solito comincio a scrivere molto presto la mattina, ma solo dopo aver composto una colonna sonora che accompagna questo o quel libro. Per esempio la storia a cui sto lavorando al momento presenta delle tinte un po’ cupe, e allora metto su gli Eels, gli Alice In Chains, e perfino i Venus Infers che oramai tutti conoscono per quella “Goodbye Horses” che Buffalo Bill ballava ne “Il silenzio degli innocenti”.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Io ci scherzo sopra, ma tutto quello che precede la stesura di un romanzo somiglia parecchio alla sindrome pre-menopausa: divento nervosa, irritabile, e mi rigiro nel letto senza riuscire a prendere sonno. Alla fine ho capito che più grave è la mia insonnia, più l’idea è buona.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Ne l’uno, né l’altra. È una pianta che va coltivata con costanza e molto amore, altrimenti se trascurata anche la rosa più bella rischia di appassire.

Per info sull’autrice: https://cristianaformetta.wordpress.com/
https://about.me/cristianaformetta

Per acquisto: Manuale di tecniche e strategie di scrittura erotica

 

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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WORKSHOP “L’ARTE DI RAPPRESENTARE IL SESSO: COME SI SCRIVE UNA SCENA EROTICA”

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.Cari amici, anche quest’anno sono impegnata nell’organizzazione de “Libri in mostra (e scrittori al seguito)”, una piccola fiera del libro nata dalle menti diaboliche mia e della mia cara amica Sara Pinna Winchester.
Anche quest’anno abbiamo pensato di arricchire l’evento con un breve workshop di scrittura creativa. Ad occuparsene sarà l’autrice Cristiana Danila Formetta che, nella stessa occasione presenterà il suo “Manuale di Tecniche e Strategie di Scrittura erotica“.
Stiamo raccogliendo le adesioni per il workshop.
Vi lascio di seguito il link dell’evento creato su facebook per il workshop.
Non esitate a prenotare un posto!
L’ingresso è gratuito!.
Non esitate a prenotare un posto!
L’ingresso è gratuito!.
 
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Pubblicato da su 26 agosto 2017 in Appuntamenti & Incontri

 

Recensione de“Il cavaliere di bronzo” di Fedor Galiazzo, terza tappa del blogtour promossi da Le Mezzelane Casa Editrice

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Buongiorno amici lettori e benvenuti nella terza tappa dal blog tour dedicato a “Il cavaliere di bronzo“, scritto da Fedor Galiazzo e pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice (http://lemezzelane.altervista.org/ – FB https://www.facebook.com/lemezzelane/). 

La storia raccontata da Fedor, è ambientata in epoca medievale, e vede come protagonisti principali il soldato Galenor e sua sorella Domiziana che partono alla ricerca del padre, il bibliotecario del re, improvvisamente scomparso. I due si ritrovano inaspettatamente catapultati in un mondo diverso dal proprio, un vero universo parallelo abitato da animali antropomorfi con i quali i due umani riusciranno a stabilire un rapporto d’amicizia, in un’avventura che li condurrà alla scoperta di una connessione profonda che lega umani e animali.

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Ci troviamo tra le mani un romanzo fantasy per ragazzi che sin dalle prime pagine cattura l’attenzione del lettore e la domina con una storia ricca di mistero.
Una storia che sin dal suo incipit mi dà l’impressione di essere ricca di significati nascosti e di messaggi da trasmettere tanto ai lettori adulti quanto ai più giovani. Perché le vicende descritte raccontano di una pacifica convivenza tra le differenze, della paura del diverso, della sete di potere che i più forti esercitano sui più deboli anche a costo di compiere azioni illegali. È un libro che invita in maniera trasversale ad una riflessione più profonda, e che nasconde molti insegnamenti.

Il romanzo contiene diversi elementi che possono incuriosire un pubblico molto vasto, sia per la favola in sé che per le tematiche trattate. Quello che mi è piaciuto da subito è che presenta una realtà, quale quella degli animali, in una maniera molto simile a quella degli umani, arricchita però dalla semplicità di alcuni principi che a volte a questi ultimi manca.
Ad esempio, nella società immaginata da Fedor Galiazzo c’è molta gentilezza tra gli animali, i quali si mostrano sempre pronti ad aiutarsi gli uni con gli altri, sempre pronti ad aiutare gli stranieri, gli stessi esseri umani, anche quando provano diffidenza: questo non impedisce loro di essere sempre disponibili e di proteggerli.
È notevole anche l’accento posto sulla condizione delle donne, sulle differenze di trattamento e considerazione tra il regno animale e quello umano: le protagoniste animali, per questo, rivolgono simpatici rimproveri agli umani per la disparità di comportamento e di ruoli che si mostrano tra i due mondi.

Per i più giovani e per i più curiosi, poi, Fedor dona una serie di spunti che alimentano la sete di conoscenza, di scienza, filosofia e alchimia. E non manca una storia d’amore che nasce e fa battere il cuore ai più romantici.

Un’altra delle cose che mi è piaciuta molto di questa lettura è il rapporto di amicizia semplice e puro che viene subito ad instaurarsi tra i cuccioli di animale e Domiziana, la sorella del protagonista che lo ha seguito nel suo viaggio, e che sembra essere colei che più facilmente si ambienta in questo universo parallelo. L’autrice sembra, così, voler trasmettere anche il bisogno di ritornare alla purezza, di aprirsi alla semplicità dei bambini per poter vivere una vita di convivenza serena; qualcosa che, forse, dovremmo ricordare noi stessi e che dovremmo imparare di nuovo a fare. Il mondo deve essere visto con gli occhi di un bambino per essere goduto appieno nella pace.

L’avvincente storia di Galenor e di sua sorella Domiziana si intreccia a quella di personaggi fantastici, animali che dal loro regno insegnano tanta umanità. Una storia ricca di colpi di scena e di suspense; di intrecci che non stancano mai il lettore e che si aggiungono l’uno dopo l’altro ad arricchire la trama e lasciare tanti insegnamenti. Una lettura adatta a tutte le età, piacevole e leggera, dalla trama ben costruita e dai personaggi ben caratterizzati.

Non posso quindi che fare i complimenti all’autrice e invitarvi a leggere questo romanzo. Inoltre vi segnalo l’iniziativa de Le Mezzelane Casa Editrice: tra tutti coloro che commenteranno sui cinque blog e sull’evento creato ad hoc (Il cavaliere di bronzo – Blogtour) verranno estratte a sorte due copie in ebook e una cartacea del romanzo.

Per informazioni relative all’autrice https://www.facebook.com/FedorGaliazzo/

Per l’acquisto del libro http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=31&controller=product&search_query=fedor&results=1 oppure Il cavaliere di bronzo

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2017 in Recensioni

 

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Barbara Villa risponde a bruciapelo!

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Buongiorno amici lettori,

quest’oggi per la rubrica A bruciapelo risponde per noi l’autrice esordiente Barbara Villa, in attivo con la campagna di crowdfunding  per l’uscita della sua prima raccolta di racconti dal titolo “Palazzamore” che potete sostenere a questo link https://bookabook.it/libri/palazzamore/

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Non c’è una sola musa. Può essere un profumo, una canzone mai ascoltata che arriva al momento giusto o un ricordo che ti viene a solleticare il cuore. Può capitare mentre faccio l’amore o appena sveglia. Una frase sentita per caso o un bacio tra due ragazzi per strada. Tutto per me può essere ispirazione.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Appena nasce l’idea una sorta di euforia che mi fa viaggiare a metri da terra, immagino già scene da film e applausi, insomma il nuovo caso editoriale. Poi tutto torna alla normalità e scriverlo diventa respirare.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Non me lo sono mai chiesta e non so rispondere. Forse entrambe le cose, a fasi alterne. Dono, quando ti senti di avere tra le mani dei personaggi a cui dare respiro. Maledizione, quando quei personaggi non ne vogliono sapere di farsi capire. E restano silenziosi a viverti dentro.

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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Alessandro Monticelli risponde a bruciapelo!

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Buongiorno cari lettori,

oggi risponde a bruciapelo il poeta Alessandro Monticelli, autore della silloge “Radici in aria“, edito per la Lupi Editore.

Tre brevissime ironiche e letterarie risposte.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Una,nessuna,centomila.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Una insostenibile leggerezza dell’essere.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

È ricevere in dono i fiori del male.

Per info sull’autore http://lupieditore.it/alessandro-monticelli/

Per l’acquisto della silloge RADICI IN ARIA

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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“Palazzamore” di Barbara Villa

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Il libro che vado a recensire questa volta è un anteprima: il sogno di Barbara Villa che prende forma grazie alla campagna di crowdfunding degli editori di Bookabokk

Il libro dal titolo “Palazzamore” è una raccolta di racconti di storie di vita che si intrecciano lungo il percorso. Storie individuali su strade che si incrociano anche solo per un momento.

Le vite narrate da Barbara si trovano ad occupare i piani di un palazzo come fossero però i piani di crescita di una persona, i piani su cui si evolve l’animo umano.

Ho avuto il privilegio di conoscere in anteprima questa opera quando ancora era un sogno in lavorazione, e il modo in cui Barbara crede e ha sempre creduto in esso mi ha colpito allo stesso modo della sua scrittura: una penna molto fotografica, visiva capace di creare immediata empatia tra autore e lettori.

Ecco, una delle cose che ho riscontrato da subito nella scrittura di Barbara sono queste descrizioni, che si presentano come fossero delle istantanee: la descrizione di ricordi o semplicemente di un ambiente fatta come se si facesse un elenco di cose. Barbara ha la capacità di farci intuire la storia di queste persone, la loro evoluzione, il loro modo di essere, dal semplice elenco di poche righe di oggetti che lei mostra per descrivere un appartamento, oppure semplicemente l’elenco dei ricordi e degli affetti di uno dei personaggi.

Barbara dà voce non soltanto a persone in carne ed ossa ma a tutto ciò che vive intorno o dentro a questo palazzo; animali e oggetti, al pari delle persone danno la propria visione, le loro emozioni. È bello leggere il punto di vista di un cane oppure di un dado da gioco. Si ha come l’impressione di trovarci ad ascoltare la voce dell’universo, a capire che facciamo tutti parte di un insieme interconnesso, dove l’incontro anche solo casuale nasconde una ricchezza profonda.

Il “Palazzamore” di Barbara Villa è un luogo che racchiude in sé tutta la vita in tutte le sue sfaccettature e in tutte le possibili svolte che può avere. Ma soprattutto è un luogo dove non si ha paura di esprimere i propri più profondi desideri, i rimpianti, le aspirazioni, i segreti che affaticano l’animo; ma anche le gioie di un momento che sono così forti da poter durare in eterno. Si va su e giù per le scale di questo palazzo e non si smette mai di stupirsi, mai di trovarsi di fronte a parole banali.

La scrittura di Barbara riesce ad essere molto poetica e crea un legame tra lettore e personaggi, proprio come tra gli stessi personaggi della raccolta. Non sono solo storie a lieto fine, ma sono sfaccettature di vita, istanti, momenti diversi che si intrecciano e si completano nel quadro unico ma di una bellezza incontenibile quale può essere la vita.

Tutto concentrato in un palazzo che allarga i suoi confini fino a Parigi  e oltre, fino alla luna che osserva dove si arriva nonostante le cadute, quando non ci si arrende; dove si arriva quando si è insieme, quando si ama. “Perché le storie nascono, si evolvono, e finiscono, ma l’amore non finisce mai.”

È adesso tocca a voi. Se volete aiutare Barbara a realizzare il suo sogno, non vi resta che preordinato la vostra copia di “Palazzamore” al seguente link https://bookabook.it/libri/palazzamore/

Qui troverete tutte le notizie che riguardano la dolcissima autrice e la sua storia.

Non esitate e passate parole!

 
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Pubblicato da su 14 agosto 2017 in Recensioni

 

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Vinicio Salvatore Di Crescenzo risponde a bruciapelo!

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Buongiorno amici lettori,

quest’oggi risponde alle nostre domande a bruciapelo il poeta Vinicio Salvatore Di Crescenzo, autore della silloge “Assoli” edita per Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Non ho riferimenti specifici ma tanti sono gli elementi in grado di coinvolgermi emotivamente. Siano essi collegati a storie, ad amori o semplicemente a musiche, molto spesso colonna sonora di momenti importanti vissuti e mai persi dalla memoria. Qualsiasi cosa può destare la mia attenzione e sollecitare la voglia di raccontarmi.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Una sensazione di massima libertà che mi sottrae delicatamente alla realtà facendomi viaggiare verso una dimensione assai appagante. Scrivo sapendo di mostrare la mia anima e lo faccio con la volontà di entrare garbatamente in ogni cuore

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

È un grandissimo regalo ricevuto dalla vita che dobbiamo degnamente onorare non risparmiando neanche un solo attimo di creatività e fantasia. Scrivere è condivisione di sentimenti e unione di passioni.

Per informazioni sull’autore http://lemezzelane.altervista.org/vinicio-salvatore-di-crescenzo.html

Per acquistare il libro Assoli

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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“La vita a morsi” di Roberto D’Alessio 

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La vita raccontata da Roberto D’Alessio nel suo romanzo “La vita a morsi“, edito per la Stranamore Editore, è letteralmente una vita presa a morsi dal protagonista, Francesco, che in una storia assurda e surreale si appropria dell’identità di un’altra persona – un suo omonimo – e la azzanna, la gusta entrando come protagonista a farne parte.

Sin dalle prime pagine ci troviamo di fronte ad una storia totalmente assurda e confusionaria, che proprio per questo tiene il lettore incollato alle pagine.

L’autore sceglie un tono che non ha nulla di serioso, e ciò rende il ritmo della lettura molto veloce. Il lettore è inevitabilmente incuriosito dalla vicenda, e inizia a sospettare quali possano essere le ragioni che muovono il comportamento del protagonista.

L’incipit ci lancia direttamente nel pieno, mostrandoci la scena in cui il protagonista si risveglia a casa sua e trova un cadavere seduto sulla poltrona nel suo soggiorno. Non conosce questa persona e non sa come questa sia arrivata lì. Non si preoccupa nemmeno di scoprire come ciò sia avvenuto, ma qualcosa lo spinge ad occultare il cadavere. L’occultamento è una delle scelte più assurde che fa il protagonista, perché non si limita a distruggere il corpo ma decide addirittura di mangiarlo. Non sappiamo per quale ragione decida di agire in questo modo, ma personalmente col procedere della storia ho iniziato a pensare che la scelta di ingerirlo fosse solo un modo metafisico per spiegare qualcosa di più profondo che riguarda il protagonista.

La situazione descritta diventa, pagina dopo pagina, più ingarbugliata. Sono i ragionamenti del protagonista a farsi più complessi, perché mentre assume e fa propria la personalità dell’uomo morto, il nostro protagonista ne acquisisce la vita e ne diventa protagonista. È come se avesse una seconda opportunità, ma nel procedere in questo processo dimentica chi è stato prima di incontrare il cadavere sulla sua poltrona.

Mi viene da pensare che non ci sia mai stato uno scambio, e che quindi il protagonista soffre di qualche disturbo mentale che lo porta a fingersi qualcun altro.

Quello che è divertente nel ritmo di questo libro è che, nell’immergersi totalmente nella vita dell’altro, il protagonista si trova a fare tutta una serie di scoperte che si presentano come dei veri e propri misteri da sbrogliare. Per questo il lettore si trova a leggere un libro che a tratti è un giallo, a tratti è un’analisi introspettiva con tanto di vere e proprie riflessioni e domande che lo stesso lettore può porre a se stesso, a tratti si trova di fronte ad un libro pulp. Non riesco quindi a classificare realmente il lavoro di Roberto D’Alessio.

Mentre voltiamo le pagine, il protagonista sembra aver capito, da tutti i ragionamenti a cui ha sottoposto la sua mente, di essere un clone, perché in effetti con l’avanzare della storia ci rendiamo conto che si perdono totalmente i legami con il presunto personaggio che è all’inizio del libro, quello che è prima di assumere la personalità e la vita dell’uomo trovato sulla poltrona. I ragionamenti lo portano a considerare l’eventualità di un complotto della Chiesa e della scienza per manipolare la genetica e creare dei cloni, di cui lui sarebbe un esemplare.

Un mistero così ingarbugliato che nemmeno lui sa come risolvere. Solo uno dei suoi zii potrebbe aiutarlo in questo, ma prima della fine del libro muore. E il nostro protagonista si ritrova ad assumere totalmente la vita dell’uomo morto e a scoprire di piacere questo nuovo ruolo. Almeno fino all’ultimo capitolo. Quando tutto sembra ormai risolto, il punto interrogativo si ripresenta lasciando il lettore con un sorriso ironico sulle labbra.

Credo che il libro di Roberto non sia un libro facile da scrivere, e sia ricco comunque di spunti di riflessione sulla natura umana, sulla morale umana e sulle possibilità, sul valore che l’uomo dà alla vita e tutto quello che fa.

In effetti il nostro protagonista sin dalle prime pagine mostra di non avere morale, di non avere limiti, mostra di avere molti dubbi su tutta la sua esistenza e anche sul valore e sull’essenza della vita umana. Ma il tono che Roberto ha scelto rende la lettura veloce e piacevole, interessante.

È un libro che si legge in pochi giorni perché la curiosità è tanta. E nonostante il susseguirsi veloce dello sviluppo delle vicende si può dire che ci troviamo di fronte ad un libro da leggere.

Per informazioni sull’autore https://www.facebook.com/roberto.dalessio.90?lst=716678250%3A1510418864%3A1500898678

Per l’acquisto La vita a morsi

 
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Pubblicato da su 7 agosto 2017 in Recensioni

 

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Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone rispondono a bruciapelo!

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Buongiorno amici lettori,

oggi intervista doppia per la nostra rubrica “A bruciapelo”! Risponde per noi la coppia di autori Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone, editi con il romanzo “Il cerchio” per Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

 Antonella: Mi ispiro quasi sempre a un momento della giornata che vivo.

Lascio fluire i pensieri liberi pasticciando i fogli, poi li elaboro rendendoli affini a me. Questo per quello che concerne i versi che mi aiutano a superare anche i momenti più difficili. Per la prosa, o per qualsiasi progetto di scrittura che voglio avere in cantiere mi ispiro a tutto quello che sento con i cinque sensi, provando a trasmettere più emozioni che posso.

PierpaoloIo mi ispiro a tutto quello che mi circonda, dalla gente che incontro per strada oppure anche solo dagli odori che mi porta un alito di vento. In questo momento, ad esempio, sto osservando  un campo coltivato a girasoli e il mio cuore li segue così come loro seguono i raggi del sole.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Antonella: Dipende da cosa creo, se si tratta di scrittura di getto provo agitazione, cancello e distruggo pagine di continuo. Amo ancora scrivere con la penna. Se si tratta di fare spazio nella mia psiche, quindi necessito di esprimermi provo una vera e propria goduria, soprattutto se chi legge si emoziona con me. Il progetto mi agita, la stesura mi rilassa.

PierpaoloI miei sbalzi d’umore spesso fungono da catalizzatore, sta molto al momento e all’argomento di cui sto scrivendo.

Pertanto posso provare nervosismo, mi si chiude lo stomaco e il respiro si blocca, euforia, per cui non riesco a star fermo in un punto solo, divento anche logorroico, oppure un mix di tutto, passando dalle risate a crepa pelle alle lacrime.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Antonella: La passione per la scrittura la vedo come un vero e proprio dono. Mi rifugio in essa per allontanarmi dal mondo e dalla realtà. E lo faccio spesso. Quindi imbratto fogli e qualche volta disegno per ispirarmi.

PierpaoloLa passione per la scrittura secondo me è un dono maledetto, mi permette di stare tanto bene quanto male. Un dono quando riesco, attraverso le parole, a regalare emozioni intense, maledizione quando, pur servendomi di immagini particolari, esse mi causano chiusura, in quel caso lì non mi capirei da solo, però  per carattere necessito di ricominciare, e ricominciare ancora per ritrovare il mio “equilibrio”.

Per info sugli autori: http://www.lemezzelane.altervista.org/cataldo-ardizzone.html

Per acquistare il libro Il cerchio

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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