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Archivio mensile:ottobre 2017

“Un bene palindromo” di Chiara Alessandra Piscitelli

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La LietoColle Edizioni presenta la silloge della giovane poetessa Chiara Alessandra Piscitelli dal titolo “Un bene palindromo”, sua seconda fatica, un’opera che nella scrittura e nelle argomentazioni trovo molto matura, delicata e intensa.

Ci troviamo di fronte ad una silloge divisa in tre blocchi di poesie brevi, in cui si nota una ricerca della parola attenta per esprimere al meglio il senso di ciò che la poetessa vuole trasmettere.

Alcuni elementi comuni come il pane, i ricordi, le mani sembrano cantati da una voce diretta ad un destinatario specifico: è evidente che la poetessa abbia un messaggio da trasmettere ad una persona o anche a tutti noi lettori. Sarebbe bello, quindi, poter ascoltare dalla sua stessa voce il canto che troviamo tra queste pagine.

La seconda parte contiene delle liriche che sembrano indirizzate a qualcuno che in realtà non c’è o non c’è mai stato; liriche che sfociano in un canto alla solitudine che hanno come traguardo noi stessi. Altre volte mi piace vederci dentro un sogno, o il raggiungimento nel sogno di qualcosa di auspicato. Mi piace pensare che siano delle liriche dedicate a qualcosa di irrealizzato, qualcosa che prima o poi capita nella vita di tutti, avvicinarsi a un’opera d’arte che ti emoziona e poi non afferrarla, rimanere sospesi nel ricordo di qualcosa che non si è mai compiuto.

La terza parte si intitola “Cambia la geografia” e si ha l’impressione che le geografie di cui parli la poetessa non siano soltanto luoghi fisici ma luoghi dell’anima, di mutamenti nello spirito dovuti ad esperienze di crescita, a cambiamenti di situazioni, a cambiamenti anche di rapporti. C’è sempre qualcuno che sembra appartenere ad un luogo irraggiungibile, qualcuno che ci ha abbandonato, o qualcuno che ha lasciato in sospeso qualcosa nella nostra vita. In esse è presente una nota di malinconia nel tono, nel canto e nella loro struttura. Ma è anche vero che si riesce a scorgere in esse una forza determinata da un periodo di crescita, come se dalla sofferenza nascesse una consapevolezza che si è tradotta in queste poesie. Parole che guariscono un animo che nel tempo ha subito mutamenti, delusioni.

Dalle poesie di Chiara Alessandra si ha l’impressione di trovarci di fronte ad una persona che aspetta delle risposte da qualcuno al di fuori di sé. E poi si capisce allo stesso tempo che queste stesse risposte si trovano dentro di sé. Quindi, questo bene palindromo è dato e ricevuto contemporaneamente; forse non è altro che una testimonianza della poetessa che attraverso la sua poesia fa dono di chi le ha permesso di provare delle emozioni, di riflettere su alcune sensazioni. Tutto come fosse un dono.

È una poesia che mi piacerebbe ascoltare letta proprio dall’autrice, l’unica persona a poter trasmettere il tono con cui le ho scritte, ma che comunque invito a leggere a tutti voi.

Per informazioni sull’autrice e acquisto del libro https://www.facebook.com/chiaraalessandrapiscitelli/

 
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Pubblicato da su 31 ottobre 2017 in Recensioni

 

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Recensione de “Le femmine del babbuino” di Mechi Cena terza tappa del blogtour promosso da Le Mezzelane Casa Editrice

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Consueta terza tappa del blog tour organizzato da Le Mezzelane Casa Editrice riservato alla recensione, questa volta tocca al romanzo di Mechi Cena, “Le femmine del babbuino“.

Sinossi: Antonio Laitano è un poliziotto, vedovo, ammalato, confinato da qualche inciampo nella carriera in un commissariato che si chiama La Biscotteria.
La vicenda è ambientata nel 1983, anno cruciale per la storia italiana. L’anno del primo governo a guida socialista che tante conseguenze ha avuto nella storia del paese fino ai giorni nostri.
Si inizia quasi sempre da un cadavere, e da quanti ne seguiranno i destini. Viene ritrovato su di una spiaggia il corpo del proprietario di una grande villa all’Isola d’Elba. E’ lì che Laitano vive e fa il suo mestiere. Ed è lì che si incrociano i primi passi dei personaggi del racconto.
A fare da guida al racconto è una nave da carico sovietica che dal mare baltico naviga fino alle coste del Corno d’Africa per consegnare armi all’Iraq di Saddam Hussein. Il commissario dovrà arrivare fino ad un villaggio sperduto della Somalia per annusare l’odore di uno straccio sporco di una verità miope e irresponsabile quanto lo sono gli esiti del colonialismo italiano e dell’imperialismo sovietico e americano.

La narrazione procede su diversi piani, come tasselli che sembrano all’inizio distaccati tra loro, a partire da un incipit carico di mistero forse soprannaturale che apparentemente non collegato al resto del racconto.

La vera calamita di questo romanzo è il personaggio di Laitano, il commissario dell’Isola D’Elba che, ammalato, ormai sembra si sia arreso al suo destino e attenda solo che arrivi la sua ora. Sembra un capro espiatorio di tutto ciò che gli accade intorno, e che accetta ormai rassegnato questo suo ruolo. La sua umanità del personaggio e la sua sofferenza per il fallimento come padre e marito; ma anche l’umanità di un uomo malato di cancro che, pronto anche a morire, invece riscopre una nuova possibilità dall’amore di Ambra.

L’atmosfera che ho sentito lungo tutto il romanzo è di una costante malinconia, che non so se faccia riferimento allo stato d’animo del commissario oppure sia semplicemente una caratteristica della voce narrante. In ogni caso è notevole la ricerca e l’accuratezza di alcuni dettagli storici presentati da Mechi Cena. È notevole l’accuratezza e la competenza che questi trasmette nel suo racconto. Egli non si limita a descrivere dei fatti, ma esprime uno stato d’animo che permette al lettore di entrare nell’atmosfera di un certo periodo storico.

Salta all’occhio il tormento del commissario e la semplicità di questo personaggio che mi ha intenerito e al quale mi sono molto affezionata. Devo ammettere che l’intero romanzo credo si presti bene ad una trasposizione cinematografica e non nego che mi piacerebbe vedere sullo schermo il personaggio di Antonio Laintano.

Mechi Cena l’autore ci regala un noir di mistero che si intreccia con elementi di attualità di cronaca degli anni ’80 e ’90. Capitolo dopo capitolo assaggiamo i tasselli che andranno poi a creare un quadro completo che resta comunque ricco di mistero.

Vi ricordo che tra tutti coloro che commenteranno sui cinque blog e sull’evento creato ad hoc dalla casa editrice ( Link) verranno estratte a sorte tre copie in ebook e una cartacea del romanzo edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Per notizie su autore e acquisto del libro http://www.lemezzelane.altervista.org/mechi-cena.html

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2017 in Recensioni

 

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Occhio! Novità letteraria! “Celeste imperfetto” di Fabio Falugiani

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Edita da Le Mezzelane Casa Editrice per la collana La mia strada, la novità letteraria di Fabio Falugiani, “Celeste imperfetto

«Dio esiste, gli uomini sono buoni e il denaro non è importante.» È con queste convinzioni che Giovanni affronta gli ostacoli che la vita gli pone davanti e, come un moderno Don Chisciotte, combatte impavido un mondo che sembra non girare mai per il verso giusto. Il racconto della sua vita si sviluppa fino all’età matura e si snoda intorno
alle sue innumerevoli vicissitudini sentimentali. Celeste Imperfetto è la storia di un sogno, la storia di una generazione, di un paese allo sbando che ha perso i valori che lo sostenevano. È anche la storia della famiglia italiana negli ultimi trent’anni, della sua profonda crisi, del suo lento disgregarsi in virtù di un benessere economico che l’ha ridotta in briciole. Ma una salvezza esiste, anche per Giovanni: l’amore per la cultura, la mistica bellezza della musica, il fascino dei ricordi e il tempo che passa, sono le non piccole speranze di cui si riveste. Il suo catalogo delle donne, le stelle appiccicate sul soffitto e gli angoli più segreti della sua Firenze, compongono il suo personale tentativo di combattere l’eterna e implacabile dissoluzione di tutte le cose.

Fabio Falugiani è nato a Firenze nel 1969 da padre mugellano e madre fiorentina. Fin da piccolo la profonda curiosità per la parola scritta favorisce la sua formazione classica e la predilezione per la poesia greca e latina. Saranno gli incontri con i romanzi di Pratolini e Camus ad avvicinarlo al Novecento.
Appena maggiorenne convola a nozze e diventa padre di Luna, ma il matrimonio dura solo pochi anni. Le seconde nozze in età matura avranno ancora minor fortuna. Nel 1996 comincia la sua avventura nel mondo del commercio e della Grande Distribuzione, che gli darà ottime soddisfazioni, ma mai la convinzione di essere realizzato. A trentacinque anni per motivi professionali lascia l’amata Firenze e dopo lungo girovagare approda definitivamente nella cittadina di Monsummano Terme, dove felicemente risiede tutt’oggi. Sono questi gli anni dediti allo studio della musica classica, passione tardiva ma intensa, che affianca i suoi interessi letterari. Ha pubblicato alcuni articoli e recensioni di Filologia con l’interesse particolare sulle relazioni tra la Firenze rinascimentale e la diffusione delle opere greco-latine. Ama il tennis, l’astronomia e la cucina italiana.

Per acquistare il libro http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=58&controller=product

 
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Pubblicato da su 12 ottobre 2017 in Vari blablabla

 

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Fedor Galiazzo risponde a bruciapelo!

Fedor

Salve amici!

Ecco a voi l’intervista di Fedor Galiazzo, autrice de “Il cavaliere di bronzo” edito da Le Mezzelane Casa editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Il luogo:il maneggio
La melodia: basta che ci sia il pianoforte
Momento della giornata: mattina presto
Una persona: non ne esiste mai una sola
Tutti insieme questi elementi formano l’ispirazione

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

All’inizio sono molto euforica, poi siccome sono lenta, mi adagio e poi riprendo l’euforia quando comincio a scrivere. Sono un’altalena di emozioni

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

La passione per la scrittura è un dono e al tempo stesso una maledizione:un dono perché puoi tramutare qualsiasi situazione, anche quella che ti fa stare più male, in qualcosa che ti può far star meglio e una maledizione … rischi di spendere tutti i tuoi soldi in libri!

Per informazioni relative all’autrice https://www.facebook.com/FedorGaliazzo/

Per l’acquisto del libro http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=31&controller=product&search_query=fedor&results

 
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Pubblicato da su 11 ottobre 2017 in A Bruciapelo

 

Bruno Sebastiani risponde a bruciapelo!

seb

Cari amici lettori,

oggi è il turno di Bruno Sebastiani, autore di “Mai e sempre” edito da Le Mezzelane Casa Editrice, di essere interrogato a bruciapelo!

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Premetto che quando scrivo ho sempre della musica nelle orecchie, musica classica, ma questo non c’entra. Musa, non so se sia appropriato, è la teoria infinita di emozioni che mi porto dentro e che mi fanno essere come sono, e da cui attingo, teoria che per ogni giorno che passa si allunga di un giorno, nel senso che oggi sono diverso da ieri e così via.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Dal punto di vista fisico scrivere per me è come partire per un’ascensione in montagna, c’è la fatica e c’è la forza traente che mi spinge a guadagnare la vetta per appagarmi di una visione d’insieme che dal basso è impensabile. Ciò è per dire che quando riemergo al presente dopo un paio di ore di scrittura mi sento svigorito e soddisfatto insieme, come se ogni volta portassi a buon fine una maratona. Però tagliare il traguardo non sempre basta, bisognerebbe piazzarsi ai primi posti e questo solo in rari casi mi riesce.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Né dono né maledizione, è un rovello, è un pungolo che mi lavora nel cervello, sembra che io non sappia stare senza un libro da scrivere, senza una storia da inventare, senza una vicenda realmente accaduta da rivisitare. È un modo che ho affinato negli anni per penetrare più compiutamente i vari coinvolgimenti della vita.

Per info sull’autore e acquistare il libro http://www.lemezzelane.altervista.org/bruno-sebastiani.html

oppure https://www.ibs.it/mai-sempre-libro-bruno-sebastiani/e/9788899964283?inventoryId=62912545

 

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2017 in A Bruciapelo

 

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Recensione de “Il cerchio” di Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone terza tappa del blogtour promosso da Le Mezzelane Casa Editrice

Blog Tour «Il cerchio»

Nuovo blogtour organizzato da  Le Mezzelane Casa Editrice che ci conducono nella loro stanza segreta per incontrare Antonella Cataldo e Pierpaolo Ardizzone e accogliere le parole che segnano il loro debutto letterario con “Il cerchio“.

Per entrare in questa stanza però bisogna essere pronti e sapere che quella che andremo a fare non sarà una passeggiata, ma una vera e propria esperienza che ci chiederà qualcosa in cambio. A dire il vero, penso che in genere ogni volta che si intraprende una lettura erotica si debba lasciare qualcosa fuori da quella stanza: lasciare stare i pregiudizi, il pudore e forse anche un po’ della morale a cui il buon costume ci ha abituati.

SinossiMelissa è una ragazza semplice che conduce una vita comune, ma l’incontro inaspettato e che si scoprirà non essere del tutto casuale con Roberto, sconvolgerà la sua normalità e la proietterà in una nuova “filosofia”. Roberto, infatti, è un cultore delle pratiche BDSM (Bondage, Dominazione, SadoMaso) e in lei ha subito individuato la donna da plasmare ed educare affinché acquisisca le doti necessarie per diventare la sua schiava. La storia di un Amore a volte incredibile, dove la mente può essere forgiata e resa malleabile, pronta a un percorso complicato, dove la figura femminile viene rivestita della sua libertà e rispettata fino in fondo, dove si fanno scelte che non sono univoche.

Il libro si apre con una presentazione diretta dei nostri protagonisti, dei loro caratteri e del modo di porsi rispetto al mondo. Subito si passa al racconto del loro primo incontro, e, senza perdere tempo, si entra in quel cerchio di cui si assaggeranno l’esistenza e la consistenza quando lo si sarà accolto è vissuto senza freni, limiti o paure.

Non è importante la trama, a dire il vero non c’è. In questo genere di letture quel che vuole l’occhio, quello che cercano i sensi sono le sensazioni che stimolano la mente, l’immaginazione e la fantasia. Quello che quindi conta al di là delle scene di erotismo (molto spesso estremo) sono le implicazioni psicologiche che coinvolgono i personaggi e i concetti su cui si basa tutta la loro relazione.

Non è convenzionale il legame tra Melissa e Roberto. Non è un amore fatto di routine comune, ma è un amore estremo vissuto nella stanza dei giochi con forti implicazioni emotive. Quello che sfocia nell’atto fisico è quindi il risultato di nodi psicologici sciolti e sostituiti da altri legami indelebili.

Appartenenza, sacrificio, il dono, mia, sua sono i concetti di base, da cui scaturisce un senso di benessere e serenità e libertà che nell’evoluzione psicologica del personaggio di Melissa segna la sua crescita e la sua rinascita.
L’appartenenza che si costruisce attraverso il dolore. E le attese sofferte che sono costanti, ritmo che cadenza il rapporto tra Melissa e Roberto.

Una lettura che personalmente trovo impegnativa e sofferente, perché, al di là dell’erotismo, mi spinge a pormi molte domande sui rivolgimenti psicologici dei personaggi coinvolti.
Il controllo del padrone sulla mente della schiava, così forte da scatenare reazioni fisiche impetuose. Non è facile. Non solo chiede una predisposizione alla letteratura erotica, ma anche apertura verso la filosofia del BDSM, un ramo che personalmente mi suscita sempre tante domande.

Il romanzo di Antonella e Pierpaolo, quindi, non è solo la storia di una relazione sessuale ma un vero e proprio lavoro di costruzione e rivelazione psicologica di una mente e di un cuore che si aprono e si donano ad un mondo nuovo, scoprendolo proprio.

Il punto di vista e quello di Melissa, della donna razionale e sempre attenta nell’esporsi sentimentalmente, che si metterà in totale discussione e cambierà sguardo su ogni cosa dopo l’incontro con Roberto, riuscendo così a scoprire nuove parti di se stessa.

Un altro dei concetti che avvolgono questa storia è quello del sacrificio: il donarsi all’altro diventa un vero e proprio sacrificio di sé, della propria libertà fisica e mentale, ma tutto avviene sempre a partire da una scelta consapevole. Il padrone istiga, induce; la schiava accoglie e si dona.

Preparatevi dunque a tenere il fiato sospeso: questo romanzo non è un respiro di fresco sollievo. È una guerra dei sensi, un conflitto interiore, un confronto con una realtà che è una scelta filosofica di vita. Una vera e propria esperienza letteraria che chiede al lettore totale apertura mentale e il compromesso dell’accettazione fino a che non verrà scritta la parola fine.

Potete seguire l’esperienza letteraria di Antonella e Pierpaolo sulla pagina fb: https://www.facebook.com/PierAnto.IlCerchio/?fref=ts

Inoltre vi ricordo che tra tutti coloro che commenteranno sui cinque blog e sull’evento creato ad hoc dalla casa editrice ( Link) verranno estratte a sorte tre copie in ebook e una cartacea del romanzo edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Per info sugli autori: http://www.lemezzelane.altervista.org/cataldo-ardizzone.html

Per acquistare il libro: https://www.ibs.it/cerchio-ebook-pierpaolo-ardizzone-antonella-cataldo/e/9788899964078?inventoryId=49367238
o http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=10&controller=product

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2017 in Recensioni

 

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Occhio! Novità letteraria! “La ragazza di Koros” di Nadia Toffanello

La ragazza di Koros

Buongiorno amici lettori,

oggi vi invito a prendere nota di una novità letteraria presentata da Le Mezzelane casa Editrice: il romanzo di Nadia Toffanello, “La ragazza di Koros“.

Azzurra ha trent’anni e si è appena trasferita in una piccola isoletta della Grecia per vivere con da Delia, la sua migliore amica di quando era bambina. È scappata da un marito violento, da un inferno domestico durato cinque anni e un po’ anche da se stessa. L’idea era quella di non morire, ma presto diventa anche quella di ricominciare a vivere. L’affetto e la vivacità dell’amica e la vita sull’isola e leniscono le sue ferite, come se il mare cicatrizzasse anche i lividi sull’anima. Tuttavia ciò che ha vissuto negli ultimi cinque anni l’ha cambiata fin nel profondo, così Azzurra decide di scrivere tutto ciò che ha passato, come se metterlo su carta possa in qualche modo permetterle di esorcizzarlo, analizzarlo, forse capirlo. Un giorno d’estate al Cafè del Mar, dove lavora Azzurra, arriva un uomo un po’ all’antica, simpatico e gentile, che le fa battere nuovamente il cuore. Simone ha l’hobby della pittura e un giorno dipinge un ritratto di Azzurra che cambierà le sue prospettive. Quando il quadro viene esposto però, Azzurra capisce di essere in pericolo, e se qualcuno la riconoscesse e suo marito risalisse a lei?

Siamo granelli di sabbia, tanti, tantissimi e la marea a volte ci accarezza, ci sommerge e poi ci lascia andare, la vita ci calpesta, il sole ci scalda e non possiamo fare altro che vivere al meglio, cercando di goderci i momenti migliori. Di vivere mentre sopravviviamo a ciò che a volte non abbiamo scelto consapevolmente, e altre sì. Tutti diversi eppure tutte uguali lì, in quel punto nevralgico del nostro corpo che chiamiamo cuore, ma che in fondo è la nostra anima.

Nadia Toffanello vive a Vercelli, in Piemonte, luogo dove è nata nel 1973. Ha studiato come ragioniere programmatore e perito commerciale, ha lavorato per diversi anni in studi di consulenza contabile, tuttavia la sua fervida fantasia non l’ha mai fatta sentire a suo agio fra i numeri. Fin da ragazzina amava scrivere, inventare storie e metterle su carta. Da “grande” ha rinunciato al sogno di scrivere trovandosi diversi lavori, ha anche aperto, per un breve periodo, un negozio dedicato ai gatti. Sì, perché Nadia, fra i vari progetti che ha intrapreso, è stata anche un’allevatrice di Sacri di Birmania. Adora i gatti e gli animali, ha un animo sensibile e una spiccata immaginazione, spesso sogna le storie che poi mette su carta. Possiede purtroppo anche un’innata insicurezza che le ha fatto attendere molto tempo prima di trovare il coraggio di buttarsi nel mondo della scrittura in modo serio. Con il suo racconto “L’uomo che rubava i sogni” nel 2016 ha vinto – pari merito – il concorso letterario “La pelle non dimentica” indetto dalla Casa Editrice Le Mezzelane di Santa Maria Nuova in collaborazione con l’associazione culturale Euterpe di Jesi e l’Associazione Artemisia di Firenze per sensibilizzare le persone verso il problema della violenza sulle donne, lo stupro e il femminicidio. Il suddetto racconto fa parte del volume “La pelle non dimentica” – racconti, edito da Le Mezzelane Casa Editrice. Sempre nel 2016 si è classificata prima nella seconda edizione del concorso letterario “Emozioni in tazza”, indetto dal Blog “Le Tazzine di Yoko”, con un racconto fantasy/distopico dal titolo “8”, che sarà pubblicato nella raccolta “Indissolubile”. Nadia Toffanello ama scrivere storie di vario genere, spaziando dalla fantascienza al fantasy fino ai romanzi d’attualità, alle storie romantiche e a quelle horror; è una lettrice onnivora e un’eterna sognatrice. È sposata dal 2001 e suo marito legge tutto ciò che scrive, è un po’ il suo Beta Reader. Fra i suoi hobby, oltre a quello della lettura che l’accompagna fin da bambina, ci sono la musica e la fotografia. Adora guardare film e serie TV, e stare a casa a scrivere, e a sognare nuove storie, in compagnia dei suoi gatti.

Per acquistare il libro http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=45&controller=product#/2-formato-carta

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2017 in Vari blablabla

 

Occhio! Segnalazione uscita “Ricordami che non si dorme” di Ludovica Ricceri per Le Mezzelane Casa Editrice

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Cari lettori,

esce oggi per Le Mezzelane Casa Editrice la silloge “Ricordami che non si dorme” di Ludovica Ricceri, con illustrazioni di Beatrice Schivo.

Una raccolta poetica in cui si narrano tre storie d’amore, vissute tutte dallo stesso soggetto: quella con un’altra persona, quella con la propria terra e, infine, quella che ognuno vive con se stesso.

Ludovica Ricceri è nata a Siracusa nel 1995. La sua sensibilità per l’arte, la musica e la letteratura si sviluppa durante i primi anni del liceo, periodo in cui inizia a scrivere i primi diari divenuti successivamente poesie. Nel 2014 si trasferisce a Napoli per frequentare la facoltà di lingue de “L’Orientale” dove ha modo di avvicinarsi maggiormente alla letteratura straniera. Le autrici da cui trae maggiore ispirazione sono Wislawa Szymborska e Jeanette Winterson. Si avvicina al giornalismo attraverso la collaborazione con blog e giornali online come Una casa sull’albero, XXI Secolo e Mar dei Sargassi. L’incontro con l’illustratrice Beatrice Schivo segna l’inizio del progetto D’isolate da cui nasce la raccolta di poesie illustrate “Ricordami che non si dorme”, primo passo verso il mondo dell’editoria.

Beatrice Schivo, classe 1993, è una fotografa e illustratrice sarda. Nasce a Cagliari e con la sua città e il contesto isolano vive un costante “odi et amo”, che, col tempo, lascia spazio a un amore incondizionato: per questo ha scelto di portare avanti gli studi universitari nella città e specializzarsi in storia della Sardegna. Nella sua terra sviluppa anche l’attività artistica, iniziata nel 2012 con la fotografia e arricchita solo recentemente dall’illustrazione (sotto lo pseudonimo Unnomeconduee), con progetti personali e collaborazioni: fa parte dell’associazione culturale Le Officine per la quale sviluppa progetti di fotografia e illustrazione e collabora con Unica Radio, web radio dell’Università di Cagliari, come co-conduttrice della trasmissione “L’Indiespensabile”, format sulla musica cantautorale italiana contemporanea.

Per acquistare il libro http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=57&controller=product#/2-formato-carta

 

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2017 in Appuntamenti & Incontri

 

Vanessa Sacco risponde a bruciapelo!

Vanessa Sacco

Buongiorno amici lettori,

in attesa di poter recensire il suo neo pubblicato “Amorevoli asimmetrie – L’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti“, edito da Le Mezzelane Casa Editrice, oggi risponde a bruciapelo la nostra amica Vanessa Sacco già recensita qualche mese fa per il suo “Il viaggio di Joelle“.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Quello che mi ispira solitamente è la lettura stessa: mi fornisce buone scorte di ritmi, vocaboli, musicalità del verso, più che altro stili; poi, quando meno me lo aspetto, piovono in testa immagini come filmate da una videocamera, come stralci di film di cui non conosco né l’inizio né la fine, né tanto meno lo sviluppo, e da lì parto.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Quando comincio a buttare giù queste “scene” mozzate mi sento invincibile, piena di energie; poi l’esplosione iniziale svanisce e arriva la delusione della rilettura e dell’aggiustamento, l’ansia della continuazione, la fatica dell’impegno a far sì che non rimangano solo scene mozzate, belle ma inconcludenti.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Ovviamente entrambe. Sarei prevedibilmente falsa se dicessi che è solo una maledizione.

Per info sull’autrice http://lemezzelane.altervista.org/vanessa-sacco.html

Per acquistare “Amorevoli asimmetrie” http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=53&controller=product

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2017 in A Bruciapelo

 
 
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