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Monica Moka Zanon risponde a bruciapelo!

Risultati immagini per Monica moka zanonSalve amici, oggi Monica Moka Zanon autrice della silloge “Nella mia selva sgomenta la tigre” edito da Le Mezzelane Casa Editrice, risponde a bruciapelo!

 

 

 

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La musa è la vita in tutte le sue forme le persone i colori le trasparenze i misteri.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Durante la creazione avviene un’esplosione che si propaga nel mio universo interiore e devo avere a portata di mano un supporto su cui buttare giù le idee altrimenti sono polveri talmente sottili che si perdono per sempre.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

È un dono maledetto che amo e a cui non rinuncerò mai.

Per acquistare la silloge http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=98&controller=product&search_query=NELLA+MIA+SELVA+SGOMENTA+LA+TIGRE+&results=2

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2018 in A Bruciapelo

 

Fiorella Carcereri risponde a bruciapelo!

Risultati immagini per fiorella carcereriBentornati amici lettori.

Oggi risponde alla nostra intervista a bruciapelo Fiorella Carcereri, autrice della raccolta di racconti “Diari di donne in panchina” edito da Arpeggio libero editrice.

 

 

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Ho mille muse, nessuna musa. Quando scrivo, devo essere fisicamente a mio agio e, nella fattispecie, in un ambiente chiuso ma luminoso, silenzioso ma non tetro. Oppure, a seconda del tema che tratto, posso scegliere anche l’ombra di un albero secolare, la sponda di un lago di montagna… Ma guai se arriva un “umano” a interrompermi. Lo stesso vale per la musica. Non riesco a scrivere con sottofondi musicali, quello mai.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

L’idea e la stesura nascono quasi in contemporanea, praticamente si sovrappongono e si intrecciano tra di loro. Non programmo i miei scritti, scrivo di getto lasciandomi guidare unicamente dal cuore. Scrivo finché la mano (non la tastiera) si ferma dolente. Poi smetto e posso riprendere dopo un minuto, un’ora o una settimana, dipende. Devo tornare ogni volta a sentire quell’impulso prepotente che mi ha dato l’input iniziale.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Per come la vedo io, la passione per la scrittura è un grande dono, nel senso che mi consente di riversare sul foglio ansie, rabbie, gioie, perplessità. La scrittura per me è liberatoria e terapeutica per l’autostima.

Per info sull’autrice http://www.arpeggiolibero.com/autori/manufacturers/fiorella-carcereri?tmpl=component e acquisto libro http://www.arpeggiolibero.com/lista-categorie/racconti/diari-di-donne-in-panchina.html

 

 
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Pubblicato da su 31 gennaio 2018 in A Bruciapelo

 

Mariarosaria Ruotolo risponde a bruciapelo!

Risultati immagini per mariarosaria ruotolo

Buongiorno amici lettori,

oggi la giovane poetessa Mariarosaria Ruotolo, autrice della silloge “Pathos” da Pluriversum Edizioni risponde a bruciapelo!

 

 

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Non esiste un luogo, un momento perfetto: la poesia è nei gesti nascosti, nei luoghi improbabili, nei momenti più strani. La poesia è in qualunque posto purché ci sia il mio cuore, è in qualunque momento in cui io mi senta viva e in qualunque persona incroci, anche solo per una volta, il mio sguardo.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Fisicamente avverto tutto ciò che esprimo con le parole. La poesia è parte integrante della mia vita, espressione dei miei sentimenti: se parlo della morte di una persona cara, sento fisicamente il dolore che sto descrivendo, se parlo di un campo di grano, di un’alba primaverile avverto tutta la gioia e le sensazioni positive del momento. Di solito scrivo subito, non rimando mai l’emozione, rischierei di perderla o di non riuscire ad esprimerla con la stessa enfasi e realtà, dunque il momento dell’idea e quello della stesura la maggior parte delle volte coincidono.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

La passione per la scrittura è il dono più bello che la Natura, il Fato e il mio Dio potessero farmi. Mi fa sentire viva e parte di un universo immenso dove tutto è possibile e dove non esiste dolore che non possa essere superato con la forza della resilienza.

La silloge di Mariarosaria Ruotolo può essere acquistata direttamente dall’autrice, il cui indirizzo e-mail per qualunque informazione è maryruotolo61@gmail.com , oppure ordinata in tutte le librerie “Feltrinelli” d’Italia, presso la libreria “Hamletica” di Maddaloni (CE) e “Pascarella” di Santa Maria a Vico (CE).

 

 
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Pubblicato da su 24 gennaio 2018 in A Bruciapelo

 

Vito Ditaranto risponde a bruciapelo!

Salve amici della lettura,

oggi risponde a bruciapelo Vito Ditaranto, autore di “V.I.T.R.I.O.L. (L’Artigliatore)“, con Le Mezzelane Casa Editrice

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Dio mi ha costretto a passare davanti alle cinquecentocinque porte del paradiso, e poi mi ha trascinato sotto terra, e ora in un nero, insopportabile luogo fatto di nulla. Fuochi bianchi divampavano su la mia testa, e bianchi veleni sotto i miei piedi. A volte non riesco a respirare, né parlare, né implorare. E il dio mi mormora ogni giorno all’orecchio: «L’hai voluto tu. Ora l’hai ottenuto. Assaporalo!». Il mondo orribile insano e qualche volta gioioso questo è il mio luogo.Spesso cerco di far sì che questo luogo mi ghermisca e mi cullasse con la suggestione di cose familiari, di sapori che spesso e con difficoltà incontro. La mia melodia ha un suono indefinito, sempre diversa e sempre nuova. La nuova melodia risuona comunque e inevitabilmente identica a quella precedente. Ognuno di noi ha un momento della giornata che preferisce. Il mio momento è la sera…perchè indica il crepuscolo tra il passato e il futuro un momento per riflettere, un momento per ricordare e un momento per dimenticare. La sera è magica e malinconica allo stesso tempo…ed è anche il momento che preferisco per scrivere! Le parole vengono fuori da sole e non ddevo neanche pensarle. Quasimodo riassume benissimo questo momento:

“Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.”

Le persone che hanno da sempre influenzato la mia vita sono due. Le mie muse sono due. Due donne la prima è quella che io idealmente chiamo Sophia e che credo sia unica e inimitabile una donna che spesso si definiva strana ma che io ho sempre definito unica e proprio per questo io l’ho sempre chiamata Sapienza (Sophia), l’altra donna è mia figlia Miriam, lei oggi rappresenta la mia unica ragione di vita e tutto quello che faccio è dedicato a lei. A Miriam regalerei il mio ultimo respiro se me ne fosse concesso uno solo, lei è una seminatrice di giocattoli,tazze,piatti, bicchieri e oggetti di ogni tipo, uno svolazzare di involucri di caramelle una seminatrice di patatine nella mia auto pulita eppure rimane sempre magica nei suoi sorrisi.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

La parte più difficile del creare un libro viene ancor prima di cominciare a scrivere. Mal di testa, sogni e visioni oniriche il tutto collegato alla vita di tutti i giorni. Faccio sempre una scaletta e mi metto al lavoro quando tutta la storia è nella mia testa. Ovviamente, tutto cambia mentre sto scrivendo, poiché spesso i personaggi hanno una loro vita, che non posso controllare. Immagino sempre i protagonisti come anime all’interno di un contenitore, ove posso vedere le diverse parti di cui è composta la mia vita e cerco di proiettarla al lettore, proprio come le sfaccettature di un poliedro, in cui ogni singolo evento influenza gli altri come fossero vasi comunicanti. Quando scrivo provo una sensazione strana che difficilmente riesco a descrivere. Quando si scrive un libro non si può, come nella vita, scegliere a chi piacerà e a chi no. Alla fine qualcuno volterà quelle pagine con cura, senza sgualcirle; qualcun’altro invece lo farà con irruenza, le stropiccerà o peggio le strapperà con la presunzione d’aver capito tutto, quando invece nemmeno io ho capito tutto e spesso lascio immaginare il lettore una fine che non c’è. Scrivere un libro è una soddisfazione, vederlo finito tra le tue mani un orgoglio. Ti viene voglia di parlargli e a volte conosci i personaggi meglio di te stesso.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Ho un cuore inaffidabile quindi la mia è una maledizione. Solo nel silenzio esiste la mia parola, solo nella tenebra riesco a vedere la luce, a volte solo nella morte vedo la vita, tutto questo io la chiamo “Maledizione”. Spesso mi sento stanco della mia insistenza, io appartengo alle mie parole, per discendenza e per il dovere che ho verso chi mi legge. A volte penso di essere un mago del tempo in cui i miei racconti si perdono e non hanno ne inizio e ne fine. Quando sarò libero di tornare a essere un comune lettore, ritornerò: sino ad allora continuerò a scrivere storie senza inizio ne fine.

Per info su autore e acquisto libro http://www.lemezzelane.altervista.org/vito-ditaranto.html

 

 

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2018 in A Bruciapelo

 

Sara Marino risponde a bruciapelo!

Salve amici della lettura,

oggi risponde a bruciapelo Sara Marino, autrice di “Destino di sangue” con Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia musa, in tutta la sua dolcezza è stato mio nonno paterno. Da lui è nata la passione per la lettura e da lì, è nata la mia passione per la scrittura. Il voler vedere espresse sul foglio anche le mie idee, la mia fantasia, le mie emozioni. Lui era una persona dolce e forte, così come un po’, lo sono tutti i miei personaggi.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Quando l’idea per una nuova storia prende corpo nella mia mente, sono frenetica. Inizio a pensare come poterla evolvere, come creare i personaggi. Mi sento felice quando iniziano a prendere forma sul foglio, e patisco con loro nei momenti più tristi, piango con loro quando piangono e quando metto la parola fine, sono soddisfatta di me e di loro.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Considero la passione per la scrittura un dono, non l’ho mai vista come una maledizione. Almeno per me, riesce nel faticoso compito di isolarmi dal mondo quando questo mi fa soffrire troppo, riesce ha calmarmi, quando sono agitata e pensierosa. È la mia valvola di sfogo.

Per info sull’autrice e acquisto libro http://www.lemezzelane.altervista.org/sara-marino.html

 

 

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2018 in A Bruciapelo

 

Mapi risponde a bruciapelo!

Cari amici della lettura,

ben trovati con un nuovo appuntamento a bruciapelo! Oggi risponde alle nostre domande la poetessa Mapi, autrice della silloge “Le scale del tempo” edito con Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La vita in tutti I suoi momenti, belli o brutti che siano. Ogni cosa può suscitare emozioni: una foglia che cade, un pappagallino che si ferma sotto la finestra,una carrozzina… 

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Brividi.  Dentro me si muove qualcosa, come un nodo alla gola che non ti lascia parlare, allora devi scrivere, esternare quello che senti. Non mi rendo conto di quello che sto scrivendo so solo che la penna lascia segni sul foglio. Rileggendo mi rendo conto che ho espresso la mia emozione.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Una maledizione perché ti isola dal resto del mondo, ti chiudi a riccio finché quel nodo non si è sciolto ma anche una benedizione perché dopo ti senti liberata.

Per info sulla poetessa e acquisto della silloge http://www.lemezzelane.altervista.org/mapi.html

 

 
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Pubblicato da su 22 dicembre 2017 in A Bruciapelo

 

Francesca Petroni risponde a Bruciapelo!

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Salve amici della lettura,

oggi risponde a bruciapelo Francesca Petroni, autrice di “L’altro lato del sole” con la Corte Editore e di “Livia” con Le Mezzelane Casa editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia musa è la vita. Ma c’è una persona, una mia amica, che è la lettrice per cui scrivo.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Mi assento, il tema narrativo appare nella mia mente e poi la storia si costruisce davanti ai miei occhi.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Un dono. Mi rende felice e rende felice chi mi legge. La cosa più bella del mondo.

Per info sull’autrice e acquisto di “Livia”  http://www.lemezzelane.altervista.org/francesca-petroni.html

 

 
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Pubblicato da su 20 dicembre 2017 in A Bruciapelo

 

Fabrizio Bonati risponde a bruciapelo!

L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali e primo piano

Salve amici della lettura!

Oggi vi presento l’intervista a bruciapelo di Fabrizio Bonati, autore di “La sorpresa di Paolo“, edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia musa è tutto e il contrario di tutto. Spesso lavorando, faccio il tecnico ascensorista per vivere, e mi aggiro per condomini, vedendone di tutti i colori. A volte certi episodi li assimilo, magari ne parlo a casa con mia moglie, poi li dimentico, o credo di averli dimenticati, e invece mentre sto scrivendo dal cassettino della memoria salta fuori quel determinato episodio che aveva suscitato qualche emozione, spesso positiva ma non sempre, e allora lo butto nella storia. Per esempio, nel mio ultimo libro “La Sorpresa di Paolo”, il protagonista, Paolo,è alle prese con un signore che, mentre lui svolge il suo lavoro, lo raggiunge e pretende di fumarsi una sigaretta in compagnia, dando per scontato che anche lui fumi. Questo è un episodio vissuto veramente. Il contesto era leggermente diverso, e inoltre il signore è già mancato da qualche anno, ma era un episodio curioso che mi è piaciuto inserire nel libro. Altre volte ascoltando una determinata canzone, mi scaturisce l’idea per un racconto, come per esempio ascoltando “Pictures of you” dei Cure, ho avuto l’ispirazione per un racconto noir basato sull’amore criminale. A volte parlando e scherzando con mia moglie, lei butta lì una frase, che magari mi si ripresenta dopo mesi o anni mentre sto scrivendo. Insomma, variano abbastanza, le mie muse, ma mia moglie Sara c’è sempre in mezzo.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Nel momento in cui vengo “assalito” dall’ispirazione di scrivere, è come se fossi fuori dal mondo reale, non mi rendo conto dello scorrere del tempo, non sento ne caldo ne freddo, quasi non so dove sono. Ricordo che una volta, mi ero messo a letto, stanchissimo. Poi mi è balenata l’idea su come sviluppare il mio secondo libro, ho recuperato un block notes e una penna, e via, seduto nel letto con il blocco appoggiato sulle gambe. Dopo un bel po’ mi sono reso conto che avevo finito il blocco, era passata un’ora e mezza, ma avevo buttato giù l’ossatura principale del libro, praticamente il settantacinque percento di centoquaranta pagine! Ero leggermente congelato perchè era inverno, ma non me ne ero reso conto!

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Ho iniziato a scrivere davvero a 35 anni, mi avevano da poco diagnosticato in maniera definitiva la Sclerosi multipla, e stavo cercando di convincermi che non era la fine del mondo. In più avevamo appena cambiato casa, e nelle pause pranzo non andavo a casa, ma le passavo in ufficio: da molto tempo coltivavo l’idea di scrivere una storia che avevo in mente, e all’improvviso ne avevo l’occasione, e l’ho fatto. Scrivere è stata una fortuna, le mie ansie, le mie frustrazioni, tutto finiva in quelle quattro frasi con cui imbrattavo un po’ di carta. D’altra parte, quando hai scritto, poi ti viene voglia di pubblicare, e allora comincia la parte “maledizione”. O meglio, MALEDIZIONE, MA CHI ME LO FA FARE!

Per info su autore e acquisto libro http://www.lemezzelane.altervista.org/fabrizio-bonati.html

 
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Pubblicato da su 18 dicembre 2017 in A Bruciapelo

 

Ludovica Ricceri risponde a bruciapelo!

Cari amici di Blablabook!

Oggi risponde a bruciapelo Ludovica Ricceri, autrice di “Ricordami che non si dorme” uscito lo scorso 20 novembre per Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Solitamente la mia ispirazione nasce da piccolissimi momenti. La mia è una scrittura molto personale, piena di immagini appartenenti alla mia stessa quotidianità. Ho scritto “Disastri” quando, dopo essere andata a dormire alle sei del mattino, sono stata buttata giù dal letto due ore dopo dall’operaio che doveva aggiustare la finestra. Da qualche giorno si rompeva tutto in casa mia, allora ho deciso di giocarci un po’ e di interpretarlo come la rappresentazione della mia vita in quel momento. Sicuramente, tra le cose da aggiustare quella mattina c’era il mio umore ed ecco in mio soccorso quelle quattro tazze di caffè con cui, disperatamente, ho cercato di rimediare. Dunque non posso convogliare tutto ad una singola musa e devo dire di esserne molto felice. Mi piace molto sperimentare a partire da ogni sorta di dettaglio.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Come ho già detto, la mia poesia nasce dalle mie giornate. Dunque è proprio un atto spontaneo: apro il diario, prendo la penna e riporto quello che sento in quell’istante. E lo faccio in modo stranamente ordinato. Probabilmente è proprio attraverso quella pagina che cerco di dare ordine alla confusione che invece mi caratterizza. Quando poso la penna sento che tutto è al proprio posto, ma che ho ancora la possibilità di tornare indietro e di spostare qualcosa. Mi sento sempre meglio. Inoltre, ciò che scrivo, prima di diventare una poesia è essenzialmente destinato a me, come se fosse una pagina di diario. Dunque è un modo per mettermi davanti a me stessa, chiarirmi le idee, chiedermi: “Guarda cosa è successo. E ora cosa pensi di fare?”

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Non me lo sono mai chiesta così esplicitamente, forse perché si tratta di una domanda che fa paura. Direi che amare qualcosa, qualsiasi cosa, possa essere considerato un dono e al contempo una maledizione terribile. Per quanto mi riguarda è la stessa cosa per la scrittura, visto che si tratta senza ombra di dubbio di un amore spietato.

Per info e acquisto http://www.lemezzelane.altervista.org/ludovica-ricceri-beatrice-schivo.html

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2017 in A Bruciapelo

 

camminatrice

Carissimi amici,

oggi abbiamo il piacere di ospitare per la nostra intervista a bruciapelo Fabio Falugiani, autore di “Celeste imperfetto”, edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia casa essenzialmente, ma in quanto rifugio dal ‘vissuto fuori’, come fossi una spugna che si imbeve quando sta in mezzo alla gente, e si strizza nel proprio studio davanti a un caffè bollente.
Il pianoforte è solo il mezzo, l’antagonista, il cavallo che corre, ma poi sono Bach, Mozart, Beethoven, Chopin che mi portano in luoghi che, da solo, non saprei trovare.
Resta una persona sempre e comunque la fonte principale d’ispirazione, perché solo alle persone si può e si deve render conto. Può essere chiunque e in qualunque gesto.
Tutto queste cose sono  la mia musa ispiratrice, senza ordine né scaletta, in qualunque ora, col sole o con la pioggia, col buio e con la luce. Non c’è premeditazione, tutto arriva all’improvviso e allo stesso modo se ne va, senza chiedere il permesso, senza salutare.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

È qualcosa di fisico, adrenalina, emozione. Parte dal basso, sempre, dallo stomaco e poi sale fino alla testa. Non è una sbornia, ma le si accosta bene come sensazione. Dovunque accada devo ascoltarmi, anche a voce alta, da solo, e poi trascrivere per non perdere il pensiero che non torna mai identico a se stesso. Prevale una leggerezza accompagnata a una distrazione devastante; durante il processo creativo potrei entrare in bocca a un elefante senza accorgermene!

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Assolutamente un dono. Non ci vedo niente di maledetto, non ce l’ho mai visto e credo sia solo una storia per dar sfogo a certe esuberanti dimostrazioni del proprio ego di tanti scrittori e poeti. Scrivere è l’arte di raccontarsi, può essere uno sfogo, mai una maledizione, è un atto di conoscenza, un passo verso l’interiore che solo la musica può superare in certe altezze. Si scrive spesso col dolore, con la rabbia, anche con una livida tristezza, ma raccontare sulla pagina resta un dono di Dio, in qualunque forma possibile tu concepisca la parola Dio.

Per info sull’autore e acquisto libro http://www.lemezzelane.altervista.org/fabio-falugiani.html

 
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Pubblicato da su 15 novembre 2017 in A Bruciapelo

 
 
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