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“Pathos” di Mariarosaria Ruotolo

Risultati immagini per Pathos mariarosaria ruotoloSalve amici della lettura,

oggi vi presento la silloge poetica “Pathos“, edita da Pluriversum Edizioni di Ferrara, che segna il debutto della giovane autrice casertana, Mariarosaria Ruotolo. Un’opera molto interessante che già per struttura e intenzione rivela una maturità e una profondità d’animo degni di attenzione.

Si tratta di una raccolta poetica con una struttura circolare, con la quale la poetessa vuole raggiungere soprattutto i suoi coetanei attraverso tutte le forme della poesia e della prosa. Il libro, infatti, si apre con un monologo. Comprende, poi, una parte di poesie in italiano, una in vernacolo, una in inglese e una in latino, prima di lasciare spazio a dei testi in prosa e concludersi con un ultimo monologo.

Mariarosaria dimostra di avere un animo ricco di buoni sentimenti, di aver dovuto già affrontare diverse prove nella vita; di aver fatto esperienza anche solo per empatia di tante questioni. Il suo animo sensibile la porta a esprimere verso i suoi coetanei  quello che lei ha compreso di questo viaggio chiamato vita che già le ha mostrato tanti lati oscuri e tante meraviglie. Quindi il suo monologo iniziale diventa uno sprone per i suoi coetanei a non arrendersi, a procedere, a dare sempre il massimo di se stessi e fare della propria vita un’opera d’arte.

La silloge, poi, continua con poesie divise appunto per tipologia.

Il tema dominante è quello della separazione e dell’abbandono. Ma ci sono anche tanti versi dedicati alle donne, alla legalità e alla bellezza.

Tenere si rivelano le liriche legate alla sua età, che dimostrano il suo amore anche per i suoi coetanei e per la giovinezza. Ho notato una forza particolare nell’esprimere ciò che i fatti di cronaca e di attualità le hanno smosso dentro. La sua sensibilità le ha permesso di immedesimarsi in alcune situazioni e trovare come valvola di sfogo e denuncia la poesia.

E forse, è proprio questo connubio tra la sua giovane età e la maturità che lei dimostra nel fare esperienza e interessarsi a ciò che accade intorno a impressionare il lettore e trovare comunione nella sua opera.

La maturità poetica invece si riscontra soprattutto nella parte della silloge dedicata ai versi in vernacolo. Anche se è una parte molto breve, è quella che ho apprezzato di più sia per la cura, sia per l’attenzione messa dalla poetessa, sia per la passione che emerge tra queste liriche più che nelle altre. La passione e il coinvolgimento di questa ragazza per la sua terra e per la lingua della sua terra è qualcosa di cui il lettore può fare esperienza sulla propria pelle; qualcosa che non lascia indifferenti e la cui bellezza commuove.

La parte che invece mi ha convinta un po’ di meno è quella dei testi in prosa. Non lo dico per una questione di forma o di contenuto. Sono senza dubbio testi scritti in modo chiaro, appassionato ed energico. Mariarosaria, anche in questo caso, dimostra bravura ed efficacia nell’esposizione dei suoi pensieri, ma per una questione di coerenza poetica li avrei inseriti in una raccolta a parte, magari creando una sorta di “saggio poetico”.

Ho la sensazione che siamo al cospetto di una penna felice che farà parlare molto di sé; di un’autrice che saprà dare ancora voce a una generazione, cogliendone i tratti che la modernità e la tecnologia tendono a oscurare. Sono convinta che i giovani hanno bisogno di personalità come quelle di Mariarosaria anche e soprattutto per non dimenticare che il proprio animo va curato e nutrito di bellezza, di quella bellezza che si nasconde nella poesia della vita.

La silloge di Mariarosaria Ruotolo può essere acquistata direttamente dall’autrice, il cui indirizzo e-mail per qualunque informazione è maryruotolo61@gmail.com , oppure ordinata in tutte le librerie “Feltrinelli” d’Italia, presso la libreria “Hamletica” di Maddaloni (CE) e “Pascarella” di Santa Maria a Vico (CE).

 

 
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Pubblicato da su 22 gennaio 2018 in Recensioni

 

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“Ceramiche a Capodanno” e “Istantanee donna”: due sillogi per la giornata nazionale contro la violenza sulle donne

Se ne parla sempre poco, si ripete sempre troppo e le cose sembrano non cambiare mai, e il 25 novembre diventa una giornata che si tinge di rosso, nel simbolo ormai donato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Una giornata che però deve durare tutto l’anno, che deve essere sveglia, allarme monito da tener presente affinché questo dolore possa cessare.

Questa giornata la celebriamo anche con la scrittura, e per questo dedico il post ad una doppia recensione che riguarda le raccolte poetiche di Rita Angelelli, “Ceramiche a Capodanno“, e Davide Rocco Colacrai, “Istantanee donna“, entrambe pubblicate da Le Mezzelane Casa Editrice.

Due raccolte diverse tra loro in parte: quella di Davide è una sinfonia di voci di donne diverse le une dalle altre m

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a tutte parti di uno stesso animo; quella di Rita voce ferita, arrabbiata, indignata di chi ha avuto la gola strozzata dall’abuso.

Nel leggere “Istantanee donna” di Davide Rocco Colacrai sembra di trovarsi ad ascoltare il racconto di diverse donne, amiche che si incontrano e condividono un percor

 

so, una vita. Si entra in comunione con qualcosa che tutte loro hanno vissuto e si scoprono

 

le sfaccettature dell’animo femminile.

Poesie scritte in prima persona, una voce di donna che non cela del tutto il fatto che siano state scritte da un uomo, ma è evidente che si tratta di un uomo che ammira e ha una profonda considerazione per la donna, per il suo carattere, le sue fragilità e soprattutto le sue forze. E che riesce a farne uscire fuori il canto più bello.

Sono liriche in cui si legge ammirazione e rispetto: elementi che in una giornata come questa necessitano di essere ribaditi come essenziali nella costruzione delle relazioni umane.

Davide ha la capacità di catturare le sfaccettature delle donne di cui parla e farti sentire coccolata, capita. Si entra in comunione con ognuna delle voci che vengono celebrate dal poeta, ci si sente interconnesse e parte di un unico grande universo di cui aver cura.

Chi invece non ha avuto la cura di cui aveva diritto è la voce cantata da Rita Angelelli nella sua silloge “Ceramiche a Capodanno“, una voce che nel raccontare le inaccettabili violenze subite cerca allo stesso tempo di capire le sue stesse reazioni (o mancante reazioni).

Un volume piccolo 35-thickbox_defaultma ricco di pugni che scuotono e spingono alla riflessione. Testi di cui abbiamo bisogno (purtroppo) per non dimenticare che i fatti di cronaca che riguardano il femminicidio raccontano di donne che hanno perso la vita, persone che ci vivono accanto e che non hanno avuto forza o coraggio per denunciare e salvarsi.

Con una serie di poesie a metrica libera, Rita ci racconta la rabbia e la passività di una vittima, la sua voce segreta che urla. Le poesie vengono intervallate da meditazioni, riflessioni brevi sull’effetto della violenza, sull’annullamento graduale della vittima. Su questa donna che è come ceramica, che viene modellata, si scheggia ma non si rompe.

Storie che raccontano della speranza sporcata ma anche del bisogno di essere aiutate e della fortuna di incontrare chi possa farlo. Rita parla di quelle anime lacerate da una violenza insana e senza ragione. Parla di donne annullate che devono provare a ricostruirsi e riemergere dall’ombra dopo essere state rotte, come cocci da rimettere insieme. Argomenti attuali scritti con la voce della vittima, con meditazione e riflessione che crea empatia tra lettore e autore e vittima.

Entrambe sillogi che meritano il nostro tempo.

Per notizie su autori e acquisto:

Rita Angelelli http://www.lemezzelane.altervista.org/rita-angelelli.html

“Ceramiche a Capodanno” http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=12&controller=product

Davide Rocco Colacrai http://www.lemezzelane.altervista.org/davide-rocco-colacrai.html

“Istantanee donna” http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php?id_product=46&controller=product

 
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Pubblicato da su 25 novembre 2017 in Recensioni

 

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“Un bene palindromo” di Chiara Alessandra Piscitelli

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La LietoColle Edizioni presenta la silloge della giovane poetessa Chiara Alessandra Piscitelli dal titolo “Un bene palindromo”, sua seconda fatica, un’opera che nella scrittura e nelle argomentazioni trovo molto matura, delicata e intensa.

Ci troviamo di fronte ad una silloge divisa in tre blocchi di poesie brevi, in cui si nota una ricerca della parola attenta per esprimere al meglio il senso di ciò che la poetessa vuole trasmettere.

Alcuni elementi comuni come il pane, i ricordi, le mani sembrano cantati da una voce diretta ad un destinatario specifico: è evidente che la poetessa abbia un messaggio da trasmettere ad una persona o anche a tutti noi lettori. Sarebbe bello, quindi, poter ascoltare dalla sua stessa voce il canto che troviamo tra queste pagine.

La seconda parte contiene delle liriche che sembrano indirizzate a qualcuno che in realtà non c’è o non c’è mai stato; liriche che sfociano in un canto alla solitudine che hanno come traguardo noi stessi. Altre volte mi piace vederci dentro un sogno, o il raggiungimento nel sogno di qualcosa di auspicato. Mi piace pensare che siano delle liriche dedicate a qualcosa di irrealizzato, qualcosa che prima o poi capita nella vita di tutti, avvicinarsi a un’opera d’arte che ti emoziona e poi non afferrarla, rimanere sospesi nel ricordo di qualcosa che non si è mai compiuto.

La terza parte si intitola “Cambia la geografia” e si ha l’impressione che le geografie di cui parli la poetessa non siano soltanto luoghi fisici ma luoghi dell’anima, di mutamenti nello spirito dovuti ad esperienze di crescita, a cambiamenti di situazioni, a cambiamenti anche di rapporti. C’è sempre qualcuno che sembra appartenere ad un luogo irraggiungibile, qualcuno che ci ha abbandonato, o qualcuno che ha lasciato in sospeso qualcosa nella nostra vita. In esse è presente una nota di malinconia nel tono, nel canto e nella loro struttura. Ma è anche vero che si riesce a scorgere in esse una forza determinata da un periodo di crescita, come se dalla sofferenza nascesse una consapevolezza che si è tradotta in queste poesie. Parole che guariscono un animo che nel tempo ha subito mutamenti, delusioni.

Dalle poesie di Chiara Alessandra si ha l’impressione di trovarci di fronte ad una persona che aspetta delle risposte da qualcuno al di fuori di sé. E poi si capisce allo stesso tempo che queste stesse risposte si trovano dentro di sé. Quindi, questo bene palindromo è dato e ricevuto contemporaneamente; forse non è altro che una testimonianza della poetessa che attraverso la sua poesia fa dono di chi le ha permesso di provare delle emozioni, di riflettere su alcune sensazioni. Tutto come fosse un dono.

È una poesia che mi piacerebbe ascoltare letta proprio dall’autrice, l’unica persona a poter trasmettere il tono con cui le ho scritte, ma che comunque invito a leggere a tutti voi.

Per informazioni sull’autrice e acquisto del libro https://www.facebook.com/chiaraalessandrapiscitelli/

 
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Pubblicato da su 31 ottobre 2017 in Recensioni

 

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Diego Caiazzo risponde a bruciapelo!

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Buongiorno amici lettori,

oggi risponde per noi a bruciapelo il poeta Diego Caiazzo, autori della silloge “La via lattea” edito da Lupi Editore.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Posso trarre ispirazione da ognuna di queste cose ed anche altre. Direi che la vita nella sua totalità può essere considerata la mia musa. Per me in qualunque momento può esserci spazio per la poesia, un incontro con una persona può portarmi a scrivere delle riflessioni che poi metto in versi, oppure una canzone mi può ispirare dei ricordi, antichi stati d’animo che riaffiorano, così anche luoghi che mi capita di visitare. Tutto può essere detto in poesia, non esiste per me argomento impoetico. Sta alla capacità di comunicazione del poeta riuscire ad entrare in sintonia col lettore.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Questa è una domanda interessante. Effettivamente scrivere dà delle sensazioni forti. Forse c’è chi pensa che dato che si scrive stando seduti si tratti di un’attività comoda e rilassante, ma non è così. L’adrenalina va a mille e più si è convinti di quello che si sta scrivendo, più la tensione aumenta, ma si tratta di tensione positiva. Insomma scrivere fa bene (almeno a me…). La produzione di idee da parte del cervello è continua e riuscire a trattenerne qualcuna e metterla in ordine insieme alle altre dà alla fine una soddisfazione anche fisica.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Anche per quanto ho detto prima credo che sia un dono, una maledizione no, assolutamente. Chi scrive cerca di condividere un po’ della sua anima e perciò vuole rendere partecipi i lettori di essa. Riuscirci, per me, è lo scopo della scrittura e della poesia.

Per info sull’autore http://lupieditore.it/diego-caiazzo/

Per l’acquisto della silloge La via Lattea

 
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Pubblicato da su 15 settembre 2017 in A Bruciapelo

 

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Elisa D’Andrea risponde a bruciapelo!

Elisa

Buongiorno amici lettori,

ecco a voi l’intervista a bruciapelo di Elisa D’Andrea, giovane poetessa conosciuta in occasione della terza edizione di “Libri in mostra (e scrittori al seguito)“, autrice della silloge “Oltre la realtà – Beyond reality” edito da Spring edizioni.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

La mia musa non è una persona ma sono le persone, partendo dai giovani adolescenti alle persone più anziane. Credo fortemente che ogni persona ha qualcosa da raccontare, che sia una storia o un semplice bizzarro episodio. Ed è grazie a loro, oltre alle mie esperienze personali che riesco a trasformare in una poesia ciò che narrano e ciò che vivo.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Fisicamente provo un miscuglio di emozioni diverse. A partire da un immensa gioia fino alla tristezza. Tutto dipende dal mio stato d’animo, ma non solo, anche da ció che le persone mi trasmettono, da ciò che decido di trasformare in versi. Ma un’emozione fisica ed anche mentale che provo sicuramente è la libertà. Quando scrivo mi sento libera ed è l’unica casa che non cambierò mai.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

La passione per la scrittura è più un dono per me. Un dono divino non per tutti. É la mia salvezza, la mia ancora, il mio rifugio .

Per informazioni sull’autrice http://springedizioni.it/project/olre-la-realta-beyond-reality/

Per l’acquisto Oltre la realtà. Beyond reality. Ediz. multilingue

 

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2017 in A Bruciapelo

 

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Lucia Izzo risponde a bruciapelo!

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Buongiorno amici,

oggi risponde per noi a bruciapelo la poetessa Lucia Izzo, autrice della silloge “In punta di versi” edita da Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Ogni elemento segnalato concorre ad essere la mia musa ispiratrice, è un lampo di tempo che corre veloce sull’elemento che si fa notare, uno scatto fotografico della mente e nasce come bisogno del momento.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

È una emozione che mi prende per mano, una esigenza fisica che ha bisogno di essere segnalata velocemente. Ad azione compiuta mi sento più leggera.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

Di sicuro è un dono ma può trasformarsi in una maledizione se non ti senti realizzata fino in fondo attraverso il tuo scritto.

Per info sull’autrice; http://www.lemezzelane.altervista.org/lucia-izzo.html

Per acquistare il libro https://www.ibs.it/in-punta-di-versi-libro-lucia-izzo/e/9788899964368?inventoryId=69305653

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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Alessandro Monticelli risponde a bruciapelo!

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Buongiorno cari lettori,

oggi risponde a bruciapelo il poeta Alessandro Monticelli, autore della silloge “Radici in aria“, edito per la Lupi Editore.

Tre brevissime ironiche e letterarie risposte.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Una,nessuna,centomila.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Una insostenibile leggerezza dell’essere.

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

È ricevere in dono i fiori del male.

Per info sull’autore http://lupieditore.it/alessandro-monticelli/

Per l’acquisto della silloge RADICI IN ARIA

 
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Pubblicato da su 16 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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Vinicio Salvatore Di Crescenzo risponde a bruciapelo!

vinicio sal assoli

Buongiorno amici lettori,

quest’oggi risponde alle nostre domande a bruciapelo il poeta Vinicio Salvatore Di Crescenzo, autore della silloge “Assoli” edita per Le Mezzelane Casa Editrice.

Un luogo, una melodia, un momento della giornata, una persona: chi è la tua musa?

Non ho riferimenti specifici ma tanti sono gli elementi in grado di coinvolgermi emotivamente. Siano essi collegati a storie, ad amori o semplicemente a musiche, molto spesso colonna sonora di momenti importanti vissuti e mai persi dalla memoria. Qualsiasi cosa può destare la mia attenzione e sollecitare la voglia di raccontarmi.

Cosa provi fisicamente durante il processo creativo, dal momento in cui nasce l’idea, al momento della stesura?

Una sensazione di massima libertà che mi sottrae delicatamente alla realtà facendomi viaggiare verso una dimensione assai appagante. Scrivo sapendo di mostrare la mia anima e lo faccio con la volontà di entrare garbatamente in ogni cuore

La passione per la scrittura è più un dono o una maledizione?

È un grandissimo regalo ricevuto dalla vita che dobbiamo degnamente onorare non risparmiando neanche un solo attimo di creatività e fantasia. Scrivere è condivisione di sentimenti e unione di passioni.

Per informazioni sull’autore http://lemezzelane.altervista.org/vinicio-salvatore-di-crescenzo.html

Per acquistare il libro Assoli

 
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Pubblicato da su 9 agosto 2017 in A Bruciapelo

 

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“La verità è in te” di Michele Biafora

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La Lupo Editore presenta  la silloge di  Michele Biafora dal titolo “La verità è in te“, una raccolta poetica  breve eppure molto ricca sia per contenuto che per forma. Un insieme di poesie di vari temi, su cui prevale quello dell’amore, senza escludere componimenti che si presentano come interrogativi sui tormenti dell’animo o suscitati dalla vita in generale.

La Lupi Editore confeziona per Michele Biafora una silloge piccola e breve, come fosse abbigliata di antichità; liriche riguardanti temi attuali in abiti d’epoca.

Le rime, a volte baciate e a volte alterne, danno un ritmo che se letto ad alta voce rischia di sembrare una filastrocca, e questo mi ha creato un po’ disagio nella lettura.

Alcune liriche hanno un tono aulico, come fossero canti di un passato lontano, ma ci si riscopre presto a leggere temi attuali, pensieri legati al presente.

Ci sono, poi, poesie che sono delle vere e proprie preghiere rivolte a Dio, delle vere e proprie richieste per trovare redenzione, pace.

Il problema è che le rime rendono la lettura un po’ più pesante e faticosa, impedendo di comprendere in modo immediato il loro senso. C’è bisogno di fare molta più attenzione, leggere e rileggere per poter capire veramente il significato, per entrare in comunione con quello che vuole trasmettere il poeta.

Questo non significa che io non abbia apprezzato il tentativo di volermi rendere partecipe di riflessioni e di analisi mistiche interiori profonde, ma resta il fatto purtroppo che il modo aulico che Biafora ha utilizzato nell’esprimere questi pensieri mi ha molto spesso deconcentrata e mi ha impedito di arrivare nell’immediato a fondo.

A questo punto direi che si tratta di una silloge diretta ai cultori di materia, ad una nicchia di intenditori di un certo tipo di poesia.

Per notizie sull’autore: http://lupieditore.it/dd-product/la-verita-e-in-te/

Per l’acquisto Poesie di Michele Biafora

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2017 in Recensioni

 

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“La via lattea” di Diego Caiazzo 

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Diego Caiazzo pubblica per la Lupi Editore una silloge dal titolo “La Via Lattea“, dove questa metafora rappresenta il luogo dove il poeta si trova e dà voce al mondo che lo spinge a scrivere.

La poesia e libertà. È un viaggio, l’abbandono a se stessi, ad un’ispirazione più grande, un richiamo.

Si nota subito la mancanza di qualunque punteggiatura, quasi come se i versi così si spiegassero liberi quanto le stelle che si dispongono nel cielo. Il loro ordine, che ne dà forma e crea un’immagine, sembra conferito al lettore e alla sua fantasia.

Si tratta di poesie che hanno vari temi, ma quello che domina fra tutti, almeno nella prima parte della silloge, è l’amore, la passione sconfinata per la donna.

Si passa da poesie interessanti con idee che si distinguono, a poesie che sembrano più testi adatti alla prosa. Il nostro poeta quindi si prende tutta la libertà che la scrittura e l’ispirazione donano all’animo sognatore.

L’universo si fa donna e universo, donna, poesia diventano una cosa sola.

Le liriche di Diego toccano svariati argomenti e molti di queste svelano le sue opinioni. Quando questo accade, devo ammettere di sentirmi un po’ disorientata, ma, ritrovo subito al cospetto di liriche intense e profonde.

È una poesia può essere letta con molteplici significati, e forse è per questa ragione che non riesco ad individuare una ragione che giustifichi l’ordine libero (appunto) dei canti scelti nella raccolta.

È evidente che le principali passioni dell’autore diventano protagoniste degli scritti: la musica classica, gli scacchi, le donne e ovviamente la poesia. Tutti elementi che dominano, e lasciano comprendere che il messaggio nascosto in questa opera è che la poesia è libertà. Dunque egli libero esprime tutto ciò che le sue passioni suscitano nella sua vita.

In uno dei canti, il nostro sembra svelarci il motivo di tanto lavoro poetico sulle sue passioni: la musica, la poesia e gli scacchi sono terapeutici per placare i tormenti di un animo appassionato.

Si rivelano, poi, bellissime come carezze le liriche dedicate alla passione femminile, alla sua donna, alla sua amante. In tutte, essa si mescola e si confonde con l’universo, facendo così intendere le emozioni che scuotono l’animo umano trascendono le relazioni, ma si elevano fino a tradursi in qualcosa che riguarda la natura e l’universo intero.

Per info sull’autore http://lupieditore.it/diego-caiazzo/

Per l’acquisto della silloge La via Lattea

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2017 in Recensioni

 

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